" La fine del mondo storto". Il racconto di un futuro non troppo lontano

"Mettiamo che un giorno il mondo si sveglia e scopre che sono finiti petrolio, carbone e corrente elettrica. Non occorre immaginarlo, prima o dopo capiterà. Ma facciamo finta che sia già qui". Mauro Corona nel suo libro appena pubblicato 'La fine del mondo storto' ci parla di un futuro non troppo lontano. Un 'salutare' cazzotto nello stomaco.

 

Un 'salutare' cazzotto nello stomaco.

Finalmente qualcuno che dice le cose come stanno, che ci mette prepotentemente di fronte alla realtà prossima ventura senza fronzoli o perifrasi.

Altro che teorici da strapazzo, politici e politicanti: dura e sana realtà anche se crudele.

 

Pensiamo davvero che l'incantesimo che stiamo vivendo sia normale? Che possiamo continuare in questa orgia di consumi, di follia, di non senso ancora per molto? Ci illudiamo davvero che la natura non ci chiederà il suo terribile conto? Pensiamo di poter andare avanti in questo sprezzo per tutto e tutti senza chiederci mai quali drammatiche conseguenze ha il nostro modo di vivere, consumare e devastare?

 

Il fatto che il libro di Mauro Corona La fine del mondo storto (Ed.Mondadori, settembre 2010) stazioni nelle posizioni di classifica fra i più venduti, fa bene sperare che forse a qualcuno qualche dubbio sul fatto che il nostro sia il migliore dei mondi possibili, sta venendo.

Così come il successo del libro di Simone Perotti, " Adesso Basta", anche La fine del mondo storto ci dà un segnale netto e chiaro. Chissà se saremo in grado di recepirlo in tutta la sua urgenza e gravità.

 

Un grazie a Mauro Corona che riporta le cose "pane al pane e vino al vino", ce ne è un grande bisogno.

Un libro che si legge veloce, che scorre bene, avvincente, a parte qualche ripetizione.

 

Unico neo, pubblicare per la casa editrice la cui proprietà è fra le maggiori responsabili dell'aggressione a natura e cultura del nostro paese. Con tutte le case editrici che ci sono forse valeva la pena trovarne una maggiormente in linea con il messaggio dell'autore. ( Fonte: www.ilcambiamento.it)

Autore: Paolo Ermani

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