La " droga" dei tumori. La scoperta di Iavarone tra le 100 top

http://www.americaoggi.info/files/imagecache/home_primo_piano/files/Iavarone_1360250033.jpgC'è anche la scoperta della ‘droga' dei tumori, fatta dal ricercatore italiano Antonio Iavarone e dal suo gruppo della Columbia University di New York, nelle migliori 100 scoperte del 2012 citate dalla rivista americana Discover. Iavarone, nato a Benevento, lavora da molti anni negli Stati Uniti dopo aver lasciato l'Italia in seguito a un episodio di nepotismo, è quarantesimo nell'elenco generale e secondo nel campo dei tumori.

Nella classifica vi sono al primo posto la scoperta del Bosone di Higgs, al secondo la discesa del rover Curiosity su Marte, al terzo posto il censimento dei microrganismi che vivono nel corpo umano.

La ricerca citata dalla rivista americana è quella pubblicata luglio 2012 da Iavarone e il suo gruppo e che descrive una sorta di "droga" che scatena e tiene in vita il più aggressivo tumore del cervello, il glioblastoma. Si chiama FGFR-TACC, non esiste nell'organismo in condizioni normali e viene generata dalla fusione di due geni alle cui sigle deve il nome. E' stata scoperta analizzando la mappa del Dna del tumore ed è presente nel 3% dei pazienti con il glioblastoma.

"Ora stiamo lavorando a preparare la sperimentazione clinica - ha spiegato Iavarone - in cui selezioneremo pazienti appartenenti a questo 3% per trattarli con un farmaco che bersaglia l'alterazione. Siamo in contatto con alcune case farmaceutiche perché le molecole che intendiamo utilizzare sono già usate, anche se a livello sperimentale, per trattare altre forme di tumore".

I ricercatori intendono bersagliare l'alterazione genetica e neutralizzare la proteina che. Purtroppo ancora non sono chiari i tempi di avvio della sperimentazione a causa di difficoltà burocratiche. Dopo questo studio, prosegue Iavarone, "è stato scoperto che questa l'alterazione genetica è presente anche in altre forme di tumore, per esempio in una percentuale di pazienti con tumori di vescica, polmone, testa e collo". Il ricercatore ha aggiunto che "non tutti i pazienti hanno lo stesso tipo di alterazione genetica. Per esempio, ora stiamo cercando che cosa rende aggressivo il glioblastoma nel restante 97% dei pazienti che non ha l'oncogene FGFR-TACC e stiamo scoprendo altri tipi di alterazioni".

Fonte: www.americaoggi.info

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