La "difesa della razza" di Sallusti & co

Avete presente La difesa della razza? Era la rivista diretta da Telesio Interlandi che nel 1938 diede voce e propaganda alla “svolta” antisemita del regime fascista.

Ecco, a leggere articoli, editoriali, fondi della coppia Libero-Giornale la fastidiosa sensazione è che si stia ripetendo qualcosa del genere: fogli di regime che “ufficializzano” e “istituzionalizzano” paure profonde e odi indicibili; che danno corda a ciò che dovrebbe essere ben legato nella gabbia dell’impossibile. La c’erano gli ebrei, qui l’invasione islamica. Là c’era una dittatura, qui una democrazia. Ma la tentazione è la stessa: trovare a tutti i costi un nemico assoluto per giustificare un potere impaurito dalla complessità: fuggire dalle responsabilità nascondendosi nella semplificazione razzista e xenofoba. I fatti di Norvegia hanno fatto saltare i piani. Doveva essere un attacco islamico, una guerra contro l’Occidente, i cattivi contro i buoni, e invece si sono ritrovato con il “mostro” in casa. Un mostro che – ha ragione Michele Serra – è tutto politico: «Non si capisce proprio – scrive Serra – perché mai la mattanza di quasi cento ragazzi di sinistra per mano di un schifoso fanatico di destra non debba essere inquadrato nella sua piena, ovvia natura di delitto politico maturato nella cultura razzista del suprematismo bianco, delle “radici cristiane” brandite come arma letale, dell’odio furente contro l’Europa della tolleranza, dell’integrazione, della democrazia». La risposta proviamo a darla noi ed è tutta nelle folli parole di Mario Borghezio che definisce “sane” e “condivisibili” le idee Anders Behring Breivik: in fondo quell’assassino è un “camerata che sbaglia”, uno che ha capito tutto e che ha sbagliato solo il metodo di lotta. In fondo, ci dicono gli articoli, gli editoriali e i fondi dei giornali suddetti, la colpa non è sua ma di chi ha sognato una società fondata sull’integrazione e sulla tolleranza, una società multirazziale. In fondo, nel merito, lui ha ragione e gli altri torto. La colpa è di chi ha distrutto la semplicità di un mondo uniforme.

Di un mondo tutto bianco. Di un mondo tutto nostro. E la vulgata giornalistica di tutto questo perpetuata da giornali governativi è pericolosa quanto fu pericolosa la pubblicazione della Difesa della razza. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

Autore: Filippo Rossi

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