La crisi si vince puntando sull'efficienza

Molti professionisti delle costruzioni ignorano le norme sull'efficienza energetica, alcuni le conoscono ma non le applicano considerandole addirittura dispendiose. Il cammino sulla strada verso il risparmio energetico è appena avviato e procede lentamente, ma sta cominciando a fare breccia tra costruttori e progettisti. A Milano giovedì prossimo verrà presentato un progetto a basso impatto ambientale: un palazzone di 15 piani tutto costruito in legno. Così si riducono consumi ed emissioni. Così l'efficienza energetica in edilizia può essere una grande opportunità per far ripartire l'economia.

La "biocasa" sta pure diventando di moda, dopo l'olio d'oliva e i pomodori pachino. Sull'edilizia verde e le energie pulite vengono organizzate fiere e convegni.

A dare un'idea di come stia cambiando il settore ci sono i dati raccolti da Anit, l'Associazione nazionale per l'isolamento termico ed acustico. Sono i risultati di un sondaggio condotto su 5 mila operatori associati, da cui viene fuori una realtà a due facce. Le soluzioni per la riduzione dei consumi, dall'uso di vetri basso emissivi al "cappotto" esterno per le case, cominciano ad essere molto diffuse in edilizia, anche se un certo tradizionalismo frena ancora la penetrazione delle tecnologie più innovative. Finora mancano pure le maestranze specializzate.

Gli obblighi normativi sono ancora troppo ignorati o non rispettati. Il Dpr 59/09 sugli obblighi di efficienza energetica degli edifici, sono conosciuti solo dal 81% degli operatori intervistati nel Nord del paese e dal 67% al Sud. Cosa più grave, il 12% al Nord e il 21% al Sud dichiara di conoscere la norma ma di non applicarla. Il problema è anche nei Comuni che non fanno rispettare le nuove norme. Sono solo 253 su 8.000, ad esempio, i comuni che hanno attuato l'obbligo sulle rinnovabili nei nuovi edifici previsto dalla legge.

Un'altra ferita aperta è la definizione delle professionalità abilitate a fornire la certificazione energetica che ancora manca a livello nazionale. E il problema ridiventa politico, perchè tanto resta ancora da fare per rendere operative le norme sull'efficienza in edilizia.

Il mondo bancario sta invece interpretando positivamente tutte queste innovazioni del "mattone". Molti i prodotti finanziari ad hoc sia per i privati che vogliano eseguire interventi di efficienza energetica nelle proprie abitazioni o dotarsi di impianti a energie rinnovabili, sia per imprese edili che realizzino costruzioni secondo determinati standard di efficienza.

Le banche spiegano che questo genere di investimento è a basso rischio e con ritorni certi, mentre chi costruisce con determinati criteri è favorito per la maggior facilità con cui gli edifici efficienti vengono poi venduti.

Per l'economia italiana il settore dell'edilizia nel suo complesso è fondamentale (9,8% del Pil) ma le prospettive non sono buone: Ance, l'associazione dei costruttori aderenti a Confindustria, prevede una flessione del giro d'affari del 7,1% a fine di quest'anno, e l'Unione Europea parla di meno 2,7%.

L'unica chance per uscirne bene è sfruttare al meglio gli incentivi statali, l'edilizia energeticamente efficiente e la riqualificazione del patrimonio esistente.

Che qualcosa si muova nelle costruzioni "verdi" italiane d'altra parte lo si capisce anche dagli esempi di progetti realizzati o da realizzare presentati negli appuntamenti di settore. Scuole, case popolari, ospedali, quartieri progettati ex novo o riqualificazione dell'esistente. E se il pubblico dà il buon esempio, trascinerà il privato sullo stesso campo. Che è vincente. ( Fonte: www.gazzettadelsud;it)

Autore: Vinicio Leonetti

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog