La crisi nel Pdl? Interessa a tutti tranne che a Berlusconi

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/silvioocchichiusi3_200_200.jpgIl partito? «Quale partito?». Il caso? «Ma quale». Da quell’orecchio, quello indirizzato sulla vicenda interna al Pdl, Berlusconi non vuole proprio sentire. Si potrebbe pensare: lo fa perché impegnato a cercare di risolvere i pasticci che anni di propaganda leghista hanno combinato con l’Europa che adesso si tira indietro nei confronti dell’emergenza sbarchi? Per nulla. Perché il vero, unico, argomento di apprensione del premier è sempre quello: il processo breve.

 

Anche oggi, come ormai solito, si accompagnerà alla claque che lo aspetta davanti al tribunale per quel processo che inizia a “stancarlo”: con evidente riferimento alla necessità (la sua) che si acceleri nella direzione degli aggiustamenti al ddl sulla prescrizione breve. Poco importa (a lui) se, a turno, Scajola, Galan, Dell’Utri, Miccichè, abbiano tutti tuonato contro il partito, e tutti incolpando gli altri di perdita di identità rispetto al progetto che doveva essere: non ultimo con l’accusa rivolta agli ex An di aver portato pezzi di «cultura fascista» all’interno di un partito che dicono liberale e che secondo molti ex azzuri sono sovradimensionati.

 

Certo proprio gli ex An stanno tutti lì a incrociare le dita sperando che passi a nuttata perché sanno molto bene che la loro sopravvivenza politica è legata a doppio nodo a quella di un premier in evidente difficoltà. Le ultime performance in Aula e fuori dei vari La Russa e compagnia (Corsaro, tanto per fare un nome) non hanno di certo giovato alla loro reputazione con il premier e al loro destino all’interno di un Pdl sfibrato come non mai. Per questo “pregano” che tutto rientri. È l’unica cosa che sanno, che possono fare… ( Fonte: www.ilfuturista.it)

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog