La Coop sei tu. E allora io ascolto le tue telefonate

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/coop_140_118.jpgL’enorme cooperativa della distribuzione doveva avere molta intimità all’interno se, per almeno tre anni, alcuni dipendenti non avevano segreti con il management. Dalla chiusura di indagini condotte dalla procura di Milano è emersa l’esistenza di un sistema di ascolto delle conversazioni dei dipendenti al fine di carpirne un po’ tutto, dalle chiacchiere private all’orientamento politico, compresi i giudizi sulle scelte aziendali. Un comportamento illegale visto che gli “ascoltati” non erano al corrente del fatto che le loro conversazioni venivano registrate.

L’inchiesta ha messo in evidenza l’esistenza di un sistema ben organizzato, e anche parecchio oneroso, per ascoltare i dipendenti i cui giudizi dovevano essere parecchio importanti pei vertici aziendali se il vizietto ha avuto un costo di 350mila euro. E a lasciare interdetti è il fatto che l’esperimento pilota fatto in Lombardia avrebbe dovuto essere esportato in una cinquantina di supermercati.

Il tutto era nato da una iniziativa del quotidiano Libero che nel 2010 aveva pubblicato intercettazioni illegali sul telefono del direttore della filiale Coop di Vigevano. Ora, i magistrati milanesi contestano all’ex responsabile della sicurezza della Coop e al suo “fornitore di servizi” il reato di intercettazione abusiva di conversazioni private, e a Maurizio Belpietro e a un suo cronista quello di averle pubblicate. ( Fonte: www.ilfuturista.it)


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