La Cina dei record: 500 000 kW di fotovoltaico nel 2010, 5 milioni nel 2015 e 20 milioni nel 2020

Liu Xi, direttore aggiunto dell'Amministrazione nazionale dell'energia, la più alta istanza della Cina in materia di pianificazione, ha detto che «La produzione e la domanda interna cinese di energia fotovoltaica quest'anno potrebbe raggiungere i 500.000 kilowatt». Liu è intervenuto al forum per la cooperazione delle industrie delle energie rinnovabili tra le due rive dello stretto di Taiwan (un equilibrismo di parole per non dire "cooperazione Cina-Taiwan") che è terminato ieri a Nanjing, ed ha spiegato che «La Cina progetta di sviluppare il mercato dell'energia solare progressivamente: da 5 milioni di kW installati nel 2015 ai 20 milioni kW nel 2020»

 

 Il problema per attuare questo ambiziosissimo piano solare sembra essere quello della manodopera specializzata, ma anche qui Pechino sembra non solo puntare a una formazione interna, ma anche a prendere la guida a livello internazionale e a prepararsi il mercato nei Paesi in via di sviluppo.

Da fine giugno una ventina di persone provenienti da 12 Paesi hanno partecipato a un corso di formazione sull'utilizzo dell'energia solare a Lanzhou, il capoluogo della provincia nord-occidentale del Gansu. Si tratta di responsabili di alto livello per le risorse energetiche, imprenditori e tecnici di Paesi e africani ed asiatici, tra i quali Indonesia, Iran Sudan, Camerun e Nigeria. Il programma di formazione è stato organizzato dall'Istituto di ricerca sulle energie naturali del Gansu in collaborazione con l'Organizzazione per lo sviluppo industriale dell'Onu e il direttore dell'Istituto cinese, Xi Wenhua, ha spiegato che «Durante questo programma di 20 giorni, iniziato il 23 giugno, i partecipanti sono stati formati sulle tecnologie in materia di energia solare, attraverso conferenze e visite sul terreno. Degli specialisti cinesi li hanno aiutati nelle ricerche energetiche, la progettazione, l'utilizzo e la gestione delle attrezzature».

 

 Il Gansu è diventato il centro dello sviluppo dell'energia solare in Cina e l'Istituto di ricerca sulle energie naturali, fondato nel 1978, prima della svolta "capitalista", organizza dal 1991 corsi ai quali hanno partecipato 860 persone provenienti da 106 Paesi. Un vero e proprio investimento sul mercato estero per i prodotti fotovoltaici cinesi, anche se Xi preferisce buttarla in politica con una qualche venatura contro il protezionismo tecnologico occidentale: «Noi abbiamo il dovere di condividere le tecnologie di punta con i Paesi in via di sviluppo. E' anche un contributo della Cina alla lotta contro il cambiamento climatico».

 

Xinhua ha intervistato Minlongue Gwogon Daniel, un ingegnere del Camerun che ha partecipato a un corso di formazione in Cina per la seconda volta: «La prima volta è stata nel 2008 e sono stato molto impressionato. I Paesi in via di sviluppo ripongono molte speranze nell'energia solare, ma mancano ancora le iniziative per promuovere il suo sviluppo».

 

Il governo di Pechino propone il suo modello: spinta allo sviluppo di energie pulite (tra le quali inserisce anche il nucleare) e adozione di misure preferenziali in favore dello sviluppo di solare termico e fotovoltaico, in particolare nelle regioni occidentali della Cina, dove le condizioni ambientali sono più favorevoli allo sviluppo dell'energia solare. ( Fonte: www.greenreport.it)

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