La Canzone d'Autore Italiana: Ivan Graziani

http://biografieonline.it/img/bio/i/Ivan_Graziani.jpgAppassionato di musica sin dai tempi in cui frequenta l'istituto d'arte, Ivan Graziani è nel 1967 tra i fondatori degli Anonima Sound. Il gruppo pubblica tre singoli (il primo dei quali è presentato al Cantagiro, ove arriva ultimo) per la CBS ed uno per la Numero Uno, la neonata casa discografica di Mogol. Sciolta la band, Graziani lavora quale disegnatore di fumetti e nel '70 intraprende la carriera solista: come Rockleberry Roll pubblica l'album "Desperation" (1973), cui fa seguito - alfine col proprio nome - "La città che io vorrei" (1974), dove lo stile del cantautore (basato su una eccellente tecnica chitarristica e su di un uso assai personale del falsetto) ha modo infine di esprimersi compiutamente. Nell'anno medesimo, esce un singolare 33 giri strumentale, "Tato Tommaso's Guitar", nel quale compaiono inusuali cover di "Bella senz'anima" di Cocciante e di "Satisfaction" degli Stones. Mentre collabora all'incisione di lavori di Battisti ("La batteria, il contrabbasso, eccetera", 1976) e Venditti ("Ullalla", 1976), fa uscire "Ballata per 4 stagioni" (1976), che riceve l'unanime apprezzamento della critica ma non il consenso del pubblico. Il successo, però, è ormai alle porte: sulla scorta della splendida ballata "Lugano addio", il seguente disco "I lupi" vende 80.000 copie e conferisce al rocker una certa notorietà. Ancora meglio le cose vanno con "Pigro" (1978) che, grazie alla grintosa title track ed alla ironica "Monna Lisa", diviene un must per le radio libere. Con "Agnese dolce Agnese" (1979), la popolarità del nostro raggiunge il proprio vertice: merito, in gran parte, del bel singolo "Agnese", di pasta dolcissima ed estremamente orecchiabile. Il successivo "Viaggi e intemperie" (1980) si ricorda, in primo luogo, per la stupenda "Firenze", destinata a divenire uno dei suoi cavalli di battaglia. Meno ispirato "Seni e coseni" (1981), cui fa seguito "Parla tu" (1982), un superbo doppio live che è tra le cose sue più valide. Pur mancando d'un singolo forte, "Ivan Graziani" (1983) resta fra i vertici della produzione di Graziani, in forza della trascinante "Il chitarrista", delle melodiche "Navi" e "Palla di gomma", dell'intensissima "Signora bionda dei ciliegi". Poco da dire invece su "Nove" (1984), in cui spicca la sola "Limiti", e su "Piknik" (1986), ove l'ispirazione latita con evidenza. La situazione migliora con "Ivangarage" (1989), dalle atmosfere rockeggianti; con "Segni d'amore" (1990), nuove versioni di classici del suo repertorio; con "Cicli e tricicli" (1991), nel quale compare la suggestiva "Kriptonite". Nel '94 partecipa per la seconda volta a Sanremo - c'era già stato nel 1985, presentando "Franca ti amo" - con "Maledette malelingue", pezzo che trascina il quasi omonimo album; segue il doppio dal vivo "Fragili fiori" (1995), che vede la partecipazione di Renato Zero. Malato da molto tempo, Ivan Graziani si spegne la notte di Capodanno del 1997. ( Fonte: http://www.italica.rai.it/scheda.php?monografia=canzone_italiana&scheda=graziani)

 

Francesco Troiano

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