La Canzone d'Autore Italiana: Francesco De Gregori

http://2.bp.blogspot.com/-XkjvKiHafPQ/TiwmSLf9ylI/AAAAAAAAABg/8PVIVTZENsI/s1600/francesco+de+gregori.jpgDopo avere trascorso l’infanzia a Pescara, torna nella capitale negli anni ‘60. Appassionato di musica e letteratura, appena sedicenne inizia a frequentare un locale, il Folkstudio, da dove passeranno altri destinati a sfondare, da Cocciante a Venditti. Proprio con quest’ultimo firma il suo LP d’esordio, “Theorius Campus” (1972). L’anno successivo esce il suo primo album, “Alice non lo sa”, che include “Alice” e vari brani di classe, da “Buonanotte fratello” sino a “La casa di Hilde”. Nel seguente “Francesco De Gregori” (1974) il discorso si precisa con la programmatica “Niente da capire” e le sofisticate “Souvenir”, “Bene”, “Cercando un altro Egitto”. Dopo una collaborazione con Fabrizio De André durata due dischi, il nostro licenzia il più fortunato esito suo, quel “Rimmel” ch’è record di vendite in Italia nel 1975. Il ‘76 è l’anno di “Buffalo Bill”, più raffinato ed enigmatico del precedente. Al tempo, De Gregori è contestato ad un concerto dalla Sinistra extraparlamentare e ne ricava un trauma che lo porterà al provvisorio ritiro dalle scene. Il ritorno in pista avviene con “De Gregori” (1978), trainato dal singolo “Generale” e con pezzi del valore di ”Natale”, “Renoir”, “Due zingari”. Il 1979 è denso di avvenimenti: il tour con Lucio Dalla, “Banana Republic” - con il microsolco che l’accompagna - e la pubblicazione di “Viva l’Italia” (1979): degne di nota la canzone del titolo, “Buenos Aires”, “Gesù Bambino” e “Stella stellina”. “Titanic” (1982), dipoi, è uno tra i capi d’opera del cantautore romano: un anno più tardi, “La donna cannone” - inclusa in un Q-Disc - scala le classifiche di vendita. “Scacchi e tarocchi” (1985) si fa ricordare, su tutto, per la dedica a Pasolini di “A Pa’” e la struggente “La storia”. L’87 vede l’uscita dell’ottimo “Terra di nessuno”: i vertici sono, stavolta, la commossa “Mimì sarà” (per Mia Martini), “Pilota di guerra” e la rockeggiante “Il canto delle sirene”. Meno riuscito “Mira Mare 19.4.89” (1989), anche se con episodi quali “Cose”, “Bambini venite parvulos” e “Dr.Dobermann”. L’attività concertistica, ritornata di primaria importanza, si traduce nel ‘90 in ben tre live con suggestive versioni di tanti classici suoi. “Canzoni d’amore” (1992, con “La ballata dell’ uomo ragno”, “Sangue su sangue” e “Vecchi amici”) frutta successo di pubblico come di critica; “Il bandito e il campione” (1993), nuovamente dal vivo, contiene due belle cover, quelle di “Vita spericolata” di Vasco Rossi e di “Sfiorisci bel fiore” di Enzo Jannacci. L’interpretazione di cose altrui si riaffaccia pure in “Bootleg” (1994, con la travolgente “Anidride Solforosa” di Lucio Dalla, assieme ad Angela Baraldi), mentre splendidi inediti - da “Il suono delle campane” a “Dammi da mangiare” - trovan posto nel doppio live “La valigia dell’attore” (1997). Dopo, ad episodi esaltanti - si pensi a “Il cuoco di Salò” (in “Amore nel pomeriggio, 2001); “L’attentato a Togliatti” (nel live “Fuoco amico”, 2002); “Cardiologia”, (in “Calypsos, 2006) - s’alterna qualche momento di stanca: non rientra fra questi ultimi, sicuramente, l’eccellente “Il fischio del vapore” (2002), registrato insieme a Giovanna Marini e dedicato alla tradizione popolare nostrana. In ogni caso, De Gregori è vivo e vitale, più di parecchi suoi colleghi coetanei. ( Fonte: http://www.italica.rai.it/scheda.php?monografia=canzone_italiana&scheda=degregori_francesco)

Francesco Troiano

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