" La canottiera ammainata: è finita la stagione politica Bossi-Berlusconi" di Giuseppe Giulietti

http://www.iocresco.it/images/phocagallery/PECS/Categorie/abbigliamento/Canottiera.jpgPer l’ennesima volta, in pochi giorni, Bossi ha dato i numeri. Dopo aver insultato il collega di governo Brunetta, chiamato “il nano di Venezia”, questa volta si è ripetuto insultando due giornalisti, uno del Corriere della Sera apostrofato con un simpatico ” delinquente”, l’altro di Repubblica, battezzato con un più tradizionale e scontato ” comunista”. Il ministro sente che sta perdendo terreno, addirittura è stato costretto a cancellare dall’agenda alcuni appuntamenti in terra veneta, perché, lui e le camice verdi, temevano di essere contestati duramente proprio da quegli elettori, duri e puri, che al posto del taglio delle tasse e del federalismo, si ritrovano ora a dover piegare il capo agli ordini degli “odiati” banchieri europei, dopo aver già dovuto ingoiare ogni tipo di legge porcata.

 

Bossi non è fuori di testa, come pure mormorano alcuni dei suoi colonnelli, più semplicemente e più drammaticamente per lui, ha compreso che il ciclo si è concluso, che i morsi di una crisi devastante colpiranno anche la Lega , che ormai è troppo tardi per chiamarsi fuori, che sarà costretto a restare con Berlusconi sino alla fine e, in questo caso, la condanna elettorale sarà sicura ed anche la sua uscita di scena. L’uomo che aveva esordito con il cappio, al grido di “Roma ladrona” e promettendo legalità, pulizia, carcere per i furfanti , dovrà rassegnarsi a condividere la sorte, politica e umana, di chi aveva contastato con durezza, Silvio Berlusconi, arrivando ad accusarlo di essere il peggior rappresentante del craxismo e, addirittura, un complice della mafia.

 

Quel Bossi non c’è più, non c’è più da tempo, e non ci sarà più. Non ci sarà non perché è ” fuori di testa”, non perchè è debole ed accerchiato da un gruppo di mediocri che lo hanno isolato dal suo popolo, ma principalmente perché è finita una stagione politica, è finito un ciclo socio economico, si sono esaurite le ragioni di una alleanza. Il blocco sociale e di interessi che li aveva scelti si è disgregato e non li ritiene più utili, anzi, ritiene Berlusconi e Bossi pericolosi per il futuro medesimo dell’Italia e soprattutto, per i loro interessi privati e personali, ovviamente anche i più biechi.

 

Sembra quasi una astuta vendetta della storia, chi ha vinto, anche grazie all’irrisolto conflitto di interessi si ritrova ora a dover fare i conti con i tanti interessi privati di chi davvero aveva creduto nel ” sogno berlusconiano” del tutto è permesso, del ” facciamo come ci pare”, ” basta con le regole e con le tasse…” Il problema di Bossi, dunque, non sta nella vecchia canottiera che è passata di moda, come pure gli rimproverano con una punta di radicalismo alcuni dei suoi critici.

 

La sua tragedia sta nelll’aver contribuito a lasciare ” in mutande e canottiera” anche le genti padane che pure gli avevano creduto, per riconquistarli non basterà minacciare legnate a questo o a quel giornalista, oppure evocare i fucili celtici, o far la faccia feroce contro gli immigrati. Quelli vogliono soldi e meno tasse, il tempo della propaganda è finito. La realtà, purtroppo per gli italiani, si è presa la sua rivincita sulla fiction e sulla finzione televisiva, e non sono previste eccezioni, neppure per la cosiddetta Padania! ( Fonte: www.blitzquotidiano.it)

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