" La caccia al tesoro" di Andrea Camilleri. La recensione

Montalbano è forse il commissario meno eroico della letteratura poliziesca e forse è proprio per questa sua "modestia" che è diventato il più famoso ed il più amato.

Eppure, il nuovo romanzo di Andrea Camilleri comincia proprio con un 'atto eroico' di Salvo Montalbano, che si arrampica su una scala lunga 5 piani di un palazzo per fermare il delirio di due fratelli. Ma questo forse è l’unico avvenimento che distoglie il Commissariato di Vigàta dal torpore inerte che lo ha invaso da diversi mesi.

È parecchio tempo infatti che il commissario, il suo vice Augello ed il suo braccio destro, Fazio, non hanno nessun caso tra le mani, tanto che Montalbano è quasi tentato di prendersi un periodo di ferie per raggiungere la sua fidanzata sempre più lontana (e non soltanto fisicamente). Il tempo e la noia trascinano il Commissario in una crisi di mezz’età ed in un’inutile paura di essere oramai invecchiato.

Ma 2 bambole gonfiabili, apparentemente sorelle gemelle, portano scompiglio nella sua vita, in quella professionale quanto in quella privata. Il suo naturale scetticismo lo porta a “prendere sotto gamba” delle strane lettere anonime che lo coinvolgono in un gioco a cui Montalbano dà poca importanza, almeno fin quando non sparisce una ragazza. Ninetta è una all’antica, una tutta casa e scuola, che forse però nasconde una doppia vita, o forse è soltanto una fantasticheria di Augello.

E cosa c’entrano le lettere anonime con la scomparsa della giovane? Per fortuna, o purtroppo, c’è Arturo, un aspirante epistemologo, che vuole studiare la mente investigativa del commissario Montalbano e finisce per aiutarlo a vincere la "caccia al tesoro". ( Fonte: www.milanoweb.com)

Titolo: La caccia al tesoro

Autore: Andrea Camilleri

Edizioni: Sellerio editore

Pagine: 271

Prezzo: 14 euro

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