" La bioedilizia ruspante" di Andrea Magnolini

Perché l'autocostruzione

Le persone che hanno la fortuna di possedere una casa, o che possono “metter mano” a quella in cui abitano, prima o poi hanno anche la necessità di ristrutturarla o di aggiustare qualcosa. La maggior parte di noi, ecologisti, ambientalisti e consumatori critici compresi, vive in appartamenti di cemento e quando si tratta di lavori in casa si viene facilmente presi dal panico per via delle cifre presentate dalla “bioedilizia commerciale”.

Esistono invece soluzioni alternative a tutti i problemi che incontriamo, soluzioni che non profumano di nuovo e patinato come i cataloghi plastificati ma di antico, di semplicità e saggezza.

Dovremmo coniare un nuovo termine per queste tecniche che come prerogativa hanno la conoscenza dei materiali del posto, e il sapere come utilizzarli ad un costo molto basso. Una volta Andrea Venturelli (promotore del “ciòhousing” di Faenza) ha trovato un’espressione geniale: “Bioedilizia Ruspante! Per chi vuole una casa naturale ma senza svenarsi o magari farsi venire l’esaurimento nervoso lavorando come un matto per pagare la “casa bio” e poi ritrovarsi al verde... anche nel portafoglio.

Da alcuni anni facciamo ricerche, cerchiamo di imparare ed insegnare tramite “cantieri aperti” dove non ci sono tanti power point ma molta pratica, e spesso le persone imparano che “far da sé” da molta soddisfazione, e a volte è pure divertente.

ALCUNI ESEMPI...

Un intonaco “Grosso” in terra cruda partendo dalla terra “del campo”

Al posto di intonaci a base di cemento - che contengono spesso scarti di fonderia, metalli pesanti e ceneri di inceneritore ecc. - se dobbiamo lavorare su di una parete sana e senza infiltrazioni possiamo stendere un intonaco di terra cruda che ha alcuni vantaggi: è un buon isolante termico - trattiene ed accumula il calore - e acustico; è idroregolatore (se c’è più del 50% di umidità nell’aria della stanza la assorbe, se invece ce n’è meno del 50% la rilascia).

Come prima cosa bisogna procurarsi della terra che abbia al proprio interno un buon quantitativo di argilla, che la rende appiccicosa da bagnata e dura quando asciuga. La terra, priva di sostanza organica, si preleva 30 cm sotto la superficie e va setacciata con una maglia da 0,5 cm. A questo punto si fanno dei test su di una tavella ben bagnata stendendo un centimetro di intonaco su 3 o 4 strisce miscelando con proporzioni diverse di sabbia (che serve per smagrire l’impasto): 1 di terra, 1 volume di terra e 1 di sabbia, 1 di terra e 2 di sabbia e così via. Bisogna utilizzare sabbia di cava da 3 a 5 mm perché la “sabbia di frantoio” è ottenuta macinando calcinacci e dentro c’è di tutto.

Facciamo asciugare all’ombra… Una volta essiccate le strisce è possibile vedere “quanto ritira” l’intonaco e se compaiono delle crepe. Se per esempio crepano le prime due strisce (1 e 1:1) prendiamo per buona la proporzione della striscia che non ha crepato (1:2) e la manterremo al momento di miscelare con la betoniera o a mano (per esempio 1 secchio di terra e 2 di sabbia). E’ meglio mischiarla leggermente liquida e aggiungere la paglia tritata a pezzetti di 4 cm alla fine.

Possiamo poi stendere l’intonaco avendo cura di bagnare bene le pareti e di frattazzare con il frattazzo di plastica o di legno, compattando l’intonaco quando questo è quasi asciutto. Un’altra accortezza è quella di stendere gli strati successivi di intonaco solo quando quelli sottostanti sono asciutti, altrimenti si corre il rischio di crepe.

Questo tipo di intonaco è perfetto su muri di mattoni crudi o cotti - terra su terra attacca benissimo - mentre bisogna fare più attenzione su muri di pietra o altri materiali.

Intonaci “fini” in terra cruda partendo dalla terra del posto

La stessa terra può essere sminuzzata o polverizzata e setacciata con maglia d’acciaio di 1 mm. Si aggiunge poi sabbia fine da fiume (1mm), polvere di marmo se si vuole schiarire, e si fanno delle prove analoghe all’intonaco grosso ma stavolta con uno strato molto sottile. Si può tirare a frattazzino come un intonaco fine normale oppure può essere spatolato.

La finitura di terra non ha bisogno di essere pitturata in quanto la terra è già colorata ed è stupefacente scoprire che, in pochi chilometri, la terra cambia colore e consistenza. Questi colori non sbiadiscono perché sono dati non da pigmenti o ossidi ma dall’argilla stessa e dagli inerti presenti nella terra. E’ una soluzione ottima anche per chi ha già degli intonaci preesistenti cementizi in quanto basta picchettarli e stendere sopra quelli naturali.

Stendersi gli intonaci di terra premiscelati da soli

Per chi non avesse tempo di autoprodursi questi intonaci, esistono degli intonaci premiscelati di terra senza altri ingredienti tossici (per esempio si veda www.interra.it). Anche se sono piuttosto cari, questo tipo di intonaci, se auto posati, risultano molto meno costosi di un intonaco cementizio.

Isolamento in terra paglia

Sempre partendo dagli stessi materiali si può realizzare un isolamento interno al muro molto efficiente con argilla (o una terra molto argillosa) e paglia, utile per mantenere il calore in casa ed evitare che si formino delle muffe da condensa - macchie nerastre che paiono fiorite sul muro - causate da muri freddi e non coibentati.

Gli isolamenti in commercio, anche quelli naturali, hanno generalmente un alto “costo energetico incoporato”. Con questa parola definiamo tutta l’energia impiegata per cavare, lavorare, trasportare questi materiali… Si potrebbe misurare, ad esempio, quanti barili di petrolio sono necessari per produrre e trasportare un pannello di sughero dal Portogallo o un pannello di fibra di legno partendo dalla materia prima.

Ho osservato una volta un gruppo di tedeschi realizzare questo tipo di isolamento interno fissando dei murali (pali quadrati 8x8 e 10x10) con delle viti (se si ha un muro sano e senza infiltrazioni si possono utilizzare fisher del 10 da muro). Si devono poi fissare delle assi da muratore da 2cm, pressare la terra paglia con un bastone quadrato, togliere l’asse e formare delle specie di rettangoloni (1,5 per 1 metro) che seccheranno in 2 o 3 settimane in piena estate e che possono essere intonacati con uno strato di terra cruda sopra i 3 cm di spessore che regolerà l’umidità della stanza.

Per produrre la terra paglia serve circa mezzo ballino di paglia e un secchio di terra argillosa per ogni metro quadrato. Si scioglie la terra nell’acqua fino ad avere la consistenza di uno yogurt liquido. Successivamente la paglia viene immersa in questa barbottina e subito scolata, messa in un grosso contenitore e utilizzata o meglio coperta con un nylon per una notte e usata il giorno dopo quando è molto più malleabile. Si fanno dei torciglioni con i fasci di paglia e si schiacciano in questa cassa a forma di legno. Se lo strato è sotto i 20 cm meglio mettere dei montanti di legno fra un murale e l’altro che verranno mantenuti al centro dell’isolamento e lo sosterranno. Secondo gli studi di Geront Minke è meglio non superare i 25 cm in quanto la terra paglia, o terra alleggerita come la chiamano all’estero non farebbe in tempo ad asciugare senza iniziare una fermentazione. Il coefficiente di isolamento landa è fra 0,3 kw per metro quadrato a seconda della percentuale di argilla e quindi della pesantezza dell’isolamento.

È consigliabile effettuare tutti i lavori con la terra cruda, specie in grosse quantità, in estate in modo che possano asciugare in tempi ragionevoli.

Legislatura in merito

La terra cruda in italia non può essere portante, eccezion fatta per le case storiche in terra cruda ristrutturate, ma può essere utilizzata come tamponamento, per intonaci, finiture e tramezze.

Un intonaco cementizio a Bologna costa circa 32 euro al metro quadrato posato. Se poi si parla di materiali in bioedilizia le cifre sono da capogiro.

Per un metro quadro di intonaco in terra cruda ci vogliono circa 15 minuti fra cavatura e satacciamento, circa 10 minuti di impasto e 25minuti per la posa per una spesa di 0,5 cent per la sabbia. A voi i conti. ( Fonte: www.ilconsapevole.it)

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