" La banda dei Babbi Natale". La recensione

Medusa Film produce ancora una volta il nuovo film di Aldo, Giovanni, Giacomo, questo sodalizio dura da 16 anni ed è dovuto al grande e reciproco rispetto, al confronto e alla capacità di lasciare il trio a briglia sciolta, al fine di perseguire il proprio estro e spontaneità artistica.

Dopo anni passati a scrivere sceneggiature insieme a Luca Miniero, con il quale ha condiviso la regia dei film precedenti, è arrivato anche per Paolo Genovese il momento di cimentarsi nel portare sullo schermo una sceneggiatura scritta da altri, rivestendo il ruolo unico di regista. Genovese ha gradito molto l’opportunità di lavorare con Aldo, Giovanni e Giacomo, che stima e apprezza da sempre.
Con questa commedia natalizia, il trio mette in scena una storia comicamente perfida, originale e inattaccabile, hanno fatto un lavoro certosino e artigianale, seguendo tutte le fasi della sua realizzazione. Il risultato è decisamente buono.

La sera della Vigilia di Natale, Aldo, Giovanni e Giacomo, vestiti da Babbi Natale, vengono arrestati e portati al commissariato di polizia. L’ispettore Irene Bestetti è pronta con le sue buste della spesa a tornare a casa dalla sua famiglia, ma l’improvvisa sostituzione del collega di turno, manda all’aria i suoi piani. Irritata e messa di fronte ai tre presunti criminali, la serata va per le lunghe, tra premesse e racconti i tre malandrini parleranno delle loro vite e di cosa li abbia condotti a vestirsi così.
Il film è divertente e irriverente, i dialoghi hanno un ritmo incalzante, riuscendo a palesare una non tanto sottile cattiveria sempre nel pieno rispetto di ciò di cui si sta parlando. C’è una forte e costante ironia sugli animali, l’intento del trio voleva essere giocoso, un modo per far scaturire la risata proprio dalla contraddizione della figura di Giovanni, che fa il veterinario e quindi dovrebbe amare gli animali, invece capita che li prenda a calci o li butti in aria.

Tutte le scelte apportate nella realizzazione del film hanno contribuito alla sua riuscita, dalla scelta dei flashback per raccontare le storie individuali e d’insieme, alla colonna sonora, composta da musiche originali create sulle immagini per ottenere l’atmosfera di cui si aveva bisogno. Le melodie dei brani sono poste tra le pause dei dialoghi per rendere l’atmosfera più avvolgente. Inoltre ad ogni personaggio del trio e in alcune particolari sequenze si è dato un tema musicale personale, che si ripropone, facendo in modo così che allo spettatore risulti familiare e identificativo.
La tenuta delle musiche è alta e bassa a seconda delle situazioni in cui i personaggi si trovano, per accentuare le immagini o per dare risalto ai dialoghi. Il lavoro meticoloso che si è fatto sulla colonna sonora ha voluto seguire un po’ il fare delle commedie americane e generare un effetto diverso dal solito. Le canzoni di Mina completano il quadro musicale.

Per quanto riguarda gli attori, Angela Finocchiaro è stata strepitosa nel rendere la sua Irene Bestetti, ispettore dal polso semi duro, madre di famiglia e persona dall’animo gentile e comprensivo, si, ma non troppo.
Mette in scena una figura che si fa rispettare, nonostante l’essere donna, senza perdere la propria maternità.
Cochi Ponzoni fa una breve apparizione nel ruolo di Terlizzi, un paziente di Giacomo, molto spiritosa. Mara Maionchi, che veste i panni della suocera di Giovanni, è irascibile e violenta nei diverbi proprio come suole essere a X Factor. Tutti da Lucia Ocone a Giorgio Colangeli sono riusciti a creare un atmosfera calda e familiare proprio come dovrebbe essere il Natale.
È un film da vedere insieme alla famiglia o agli amici, l’atmosfera natalizia di cui il film profuma si sente molto, soprattutto nelle sequenze finali. Ci si ride e ci si scherza su anche una volta usciti dal cinema. ( Fonte: www.cinemalia.it)

Autore: Francesca Caruso

 

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