La “ balla” degli 80 euro al mese - di Mario Fedi

http://www.befan.it/wp-content/uploads/2013/05/000.jpg

Come propagandato dal governo della nuova miseria il Def, il Documento di programmazione economica e finanziaria ha provveduto asl cosiddetto “taglio dell’Irpef” spacciato da Renzi & Co. come aumento in busta paga per i redditi medio-bassi di 80 euro al mese. Stando ai vari proclami, le risorse a copertura – 6,7 miliardi – proverranno dalla spending review (4,5 miliardi), dall’aumento del gettito Iva e della tassazione legata alla rivalutazione delle quote di Bankitalia (2,2, miliardi). Accanto al taglio dell’Irpef è stato previsto quello dell’Irap (del 10 per cento) finanziato con un incremento delle rendite finanziarie. La revisione della spesa produrrà, complessivamente, oltre ai 4,5 miliardi di risparmi nel 2014, 17 miliardi nel 2015 e 32 nel 2016. Sempre secondo i proclami, “dagli stipendi dei manager”, inoltre, proverranno risorse aggiuntive per 400 milioni di euro.
E’ poi stato detto-non detto che, stando al Def, il piatto forte saranno le “privatizzazioni” tese a raggranellare circa 12 miliardi per le casse dello Stato (e gli usurai bancari internazionali che aspettano di fare i loro profitti d’usura).
Ma, a dispetto dei proclami, i dati e i fatti dicono ben altre cose. Con la svendita degli ulteriori pacchetti di industrie strategiche l’Italia sarà più povera e ogni speranza di recuperare quote della sua economia produttiva che da un ventennio viene dilapidata e predata.
Per quanto riguarda la “balla degli 80 euro al mese”, spacciata da Renzi e dai giornali e tv di regime e che sono già stati di fatto annientati in questo inizio di anno dagli avvenuti rincari di pedaggi, tariffe, servizi essenziali e tasse (adesso i lorsignori pensano pure di aggiungere alla bolletta elettrica il canone - aumentato - tv...), lasciamo la parola a Beppe Grillo.
Secondo il mentore del M5Stelle “basterebbe" leggere "la legge delega in discussione al Senato per scoprire che Renzie ha tolto, alle stesse categorie cui ha promesso gli 80 euro, le detrazioni per il coniuge a carico che valgono 700-800 euro l'anno, 65 euro al mese circa". Così Beppe Grillo nel suo blog. "La campagna pubblicitaria del venditore di pentole di Firenze finanziata con il sangue delle famiglie italiane. Un voto di scambio a 15 euro. La tua dignità vale così poco?".
Beppe Grillo contesta al premier Matteo Renzi di promettere da un lato 80 euro in busta paga di taglio del cuneo e togliere dall'altro le detrazioni per il coniuge a carico. Come spiega la deputata M5S Carla Ruocco, in un intervento che accompagna il messaggio di Grillo: "Niente più detrazioni per il coniuge a carico: è scritto tra le pieghe della più becera ambiguità del cosiddetto Jobs Act, E scritto nella “Legge di delega” al governo, attualmente al vaglio del Senato". Tra le pieghe del testo si nasconde, denuncia Ruocco, "un vero e proprio blitz sulla fondamentale detrazione per coniuge a carico, sostituito con un improbabile ed incostituzionalissimo tax credit" che riduce "enormemente la platea dei beneficiari!". "Interpretando questa strana normativa si scopre" ad esempio che "una coppia senza figli o senza figli minori, perde la detrazione, che invece oggi spetta", sostiene Ruocco. E le "categorie che si troverebbero scoperte sono per lo più proprio quelle alle quali sono stati promessi i famosi 80 euro in busta paga".
Peraltro anche l’Istat, forse non volendo, ha fatto le pulci al cosiddetto “sconto irpef”. Il guadagno medio annuo dello sconto Irpef previsto dal Governo sarà – secondo l’Istat - di 714 euro per le famiglie più povere (primo quintile). Ma lo sconto scende via via fino a 451 euro per le famiglie un po’ più abbienti. Cioè si passa dal 3,4% del reddito allo 0,7%.
Tuttavia senza colpo ferire l’Istat – che pure traccia un nefasto quadro di aumento della disoccupazione - si propone anche come preveggente di economia e finanza: “le misure del Def, secondo le stime dell'istituto di statistica, produrranno un effetto positivo sul Pil dello 0,2% e sul fisco per 11,3 miliardi all'anno. Al netto degli interventi di copertura delle maggiori spese e minori entrate previste dal Def, l'effetto positivo della crescita potrebbe essere ridotto a circa 0,1”. E da dove viene questa previsione? Dalla profezia di “maggiori consumi” con… una manciata di monetine in più al mese.
  - See more at: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=23335#sthash.xS4mVasc.dpuf

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog