L'ossessione di mister B., vede rosso ovunque

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/politica/silvio%20nn_200_200.jpgUn'ossessione che non passa mai, l'anticomunismo di Silvio Berlusconi si trasforma in aneddoti e barzellette che servono anche ad incantare i profeti. Berlusconi, in una delle sue recenti interviste, avrebbe confidato al Corriere della Sera che in un'udienza privata con il santo padre, appena beatificato Giovanni Paolo II, avrebbe spiegato al Papa i pericoli del comunismo, orribile e inumana ideologia, trovando il Papa assolutamente d'accordo con lui. Non avevamo fatto in tempo a sussultare per le allucinazioni miracolistiche della Biancofiore, che il premier ci regala una rivelazione di alto valore umanista, ragguagliare il papa e il mondo intero dai pericoli del Comunismo.

 

Gli elettori di Berlusconi, lo votano anche per questo, lo sappiamo bene e poi “perché è stato un buon imprenditore e farà decollare l’impresa Italia”, e pure se i fatti dicono il contrario, questo principio vale lo stesso, la speranza è l'ultima a morire si sa. E poi chi quanto Silvio, garantirebbe mai così bene i suoi elettori dall'incombente minaccia comunista della magistratura, dell'opposizione e pure dell' Unione Europea? Ma nessun altro, certamente. Se ci riflettiamo bene, il filosofico mantra Veltroniano del “ma anche” qualcosa di Staliniano ce l'ha e poco importa se in un discorso di fine anno alla nazione, fu lo stesso premier a vantarsi di essere alleato e amico di ben tre dittatori in caduta libera sul versante mediorientale, Ben Alì, Gheddafi e Mubarak. Quali pericolosi piani, avrebbero potuto escogitare i comunisti al potere più di quello dello stesso Berlusconi che a conflitto aperto con la Libia, ha messo in imbarazzo l'intero Paese davanti all'America e all'Europa, con le sue preoccupate esternazioni a favore dell'amico Gheddafi sanguinario repressore pronto a sparare sul suo popolo? Ma nemmeno i comunisti sarebbero riusciti meglio nell'impresa. E a proposito di meritocrazia, poco prima del voto alla Camera sulla fiducia di governo, a dicembre, sarebbe stato lo stesso Berlusconi a stralciare dal voto una norma che avrebbe eliminato il valore legale dei titoli di studio, a vantaggio del principio di “meritocrazia” che pure Einaudi difendeva contro il culto nazionale del “pezzo di carta”. Ma poi come avrebbe fatto la Polidori, che ha interessi di famiglia con il Cepu, a passare con il gruppo dei responsabili appena in tempo per il voto sulla fiducia? Ma questi sono dettagli trascurabili, per fortuna che nel nostro Paese l'informazione libera viene garantita, la ricerca universitaria incoraggiata con vere e proprie azioni di governo, e le carriere nella pubblica amministrazione seguono soltanto criteri meritocratici. Per fortuna che non ci sono i comunisti al potere!( Fonte: www.ilfuturista.it)

 

Autore: Manuela Caserta

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