L'obbligo politico di fermare questa destra

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/politica/gnazzio2_200_200.jpgXenofobia, omofobia, islamofobia, caccia al diverso in ogni forma. I sondaggi relativi alle preferenze di voto in Austria aggiungerebbero un altra bandierina nera sull'Europa. Un po' per propaganda, un po' per la solita mania di grandezza di chi sogna l'insognabile, Heinz-Christian Strache non usa mezzi termini sul suo futuro politico: essere cancelliere. Scenario forse improbabile in un paese che ha dimostrato di saper virare drasticamente, ma trasformare il Partito della libertà nel primo soggetto politico nazionale è, almeno per ora, da escludere. Sondaggi a parte, il tema è serio e assai concreto in diversi angoli del Vecchio continente. Intenzioni di voto simili a quelle rilevate in Austria pesano, come noto, sulla Francia della fraternité e in paesi storicamente al riparo da estremismi.

 

Fino a che qualcuno ha cominciato a soffiare sui tizzoni della crisi economica, della disoccupazione che non dà tregua, della società che cambia, inevitabilmente sotto i colpi della globalizzazione umana. E allora vengono tirate su le frontiere, i muri che hanno diviso l'Europa per decenni. Incrociati campanilismi ed egoismi economici e sociali hanno rimpiazzato quelle pareti superate dal paziente lavoro dei padri dell'Europa. La crisi di identità dell'Unione passa per scommesse perse da governi votati a un approccio quasi autarchico su ogni cosa. Un fare premiato dalle urne, ma che ha sabotato il cantiere della politica estera comune. Giova ricordare, in proposito, come in Libia Nicolas Sarkozy ha schiaffeggiato l'amico Silvio Berlusconi proprio grazie all'assenza di una voce unica alla quale votarsi, a seconda dei casi, per accusare o difendersi.

Uno stato dell'arte disastroso, quindi, che non può che penalizzare uno Stato frontiera come il nostro, ma che è imputabile anche alla poca libertà di riflettere sulla necessità di andare avanti sul percorso tracciato da Roma accanto a Schuman e Adenauer. Altro non può il governo Berlusconi se a rappresentarlo politicamente nel parlamento di Strasburgo c'è anche Mario Borghezio. Schuman, Adenauer, De Gasperi, questi erano i nomi di allora che hanno garantito stagioni di concertazione. Per poi mettere tutto nelle mani dei caterpillar del sogno europeo, quei tanti nomi di oggi che allarmano e buttano via decenni di sacrifici che i popoli europei hanno accettato volentieri. E l'Italia di oggi è tra i principali imputati, come confermano toni e contenuti di un voto amministrativo. Unioni gay e moschee sfoderate come il male assoluto, gli stessi argomenti dell'altro Partito della libertà dell'olandese Geert Wilders, quello che anche la politica italiana considera agli estremi. Ma, riflettendoci, che differenza c'è tra Milano e Amsterdam? ( Fonte: www.ilfuturista.it)

 

Eugenio Balsamo

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