L'Italian life style ora è da evitare: è diventato anacronistico ed è dannoso alla salute.

Il tanto decantato stile di vita italiano è diventato anacronistico. Anzi è dannoso alla salute: è una delle principali cause di stress, ansia, panico e frenesia nel Paese. Ecco alcuni esempi illustrativi.

 

Arrivo a Milano di domenica con il timore che il volo o il treno non siano in orario, perché l'unico negozio di generi alimentari accessibile chiude di primo pomeriggio. Se i mezzi di trasporto sono in orario, poi bisogna fare in fretta per arrivare a casa, mollare le valigie e correre al supermercato per avere del latte fresco e dell'acqua in casa (quella del rubinetto è imbevibile).

 

Mia figlia mi avvisa che ha bisogno di un lucchetto per il suo armadietto a scuola. Niente problema le dico, vado ad acquistarlo lunedì. L'unico problema è che ho dimenticato che di lunedì i negozi di ferramenta sono chiusi al mattino e di pomeriggio ho altri impegni.

Il mio vicinato a Milano pullula di farmacie, senza esagerazione ve ne sono almeno 10 nel raggio di 200 metri. La convenienza è fantastica eccetto quando uno ne ha veramente necessità. Allora si ha bisogno di un taxi per la ricerca frenetica di una farmacia che faccia il turno di notte.

 

Pazienza: almeno l'Italia ha dei buoni ristoranti. Sicuro, ma provate a trovarne uno, che non sia cinese o marocchino, aperto prima delle ore 20:00! Al massimo vi fanno accomodare alle 19:30, vi servono un po' di pane, ma il servizio vero e proprio inizia puntualmente alle 20:00 volente o nolente.

 

Si sa che la vita nelle grandi città come Milano è stressante. Proviamo allora in paesi di dimensioni ridotte come Giulianova, in Abruzzo, a pagare l'Ici e i rifiuti. Niente carte di credito. Bisogna presentarsi in persona presso l'apposito ufficio e pagare in contanti e guai ad arrivare un minuto dopo delle 13:00 perché chiude per il resto della giornata.

 

Per una famiglia dove entrambi i coniugi lavorano, conciliare la vita familiare con gli ostacoli che la società italiana interpone è molto stressante. É sempre una corsa frenetica contro la chiusura dei negozi, il fermo degli uffici, la mancanza di servizi, le arrabbiature verso gli automobilisti che non rispettano i semafori rossi o le strisce pedonali, i ritardi dei mezzi pubblici, e cosí via di seguito.

 

La vita in Italia si svolge sempre intorno alle necessità degli altri, mai a quelle proprie. I negozianti e tutto il settore del servizio pubblico decidono quando e come i servizi vengono resi accessibili, non quando uno ne ha bisogno.

 

Per la Chiesa il giorno del riposo è sacro. Il problema è che in questo modo non c'è riposo. In America, ad esempio, si ha piú tempo libero per attività religiose appunto perché si puó comodamente fare tutto quando e come si vuole e quindi ci si puó benissimo ritagliare del tempo da dedicare alla religione.

Oltre a tutto ciò, in Italia c'è il problema della mancanza di organizzazione, causa di tante barzellette in America ("Il paradiso è quando una festa è organizzata dai tedeschi e l'intrattenimento è curato dagli italiani. L'inferno è quando l'intrattenimento è curato dai tedeschi e l'organizzazione dagli italiani"). É significativo che l'organizzazione italiana che promuove lo "Slow Day", abbia incluso il multitasking come causa di stress, ma non la mancanza di organizzazione che, a detta di esperti, è una delle cause principali di un cattivo stile di vita.

 

Ad aggravare la situazione vi è il fatto che l'Italia sta entrando in una economia 24/7, ma senza che le strutture si siano adeguate. Oggi piú che mai l'Italia dovrebbe far suo il detto americano, "il tempo è denaro". In un libro intitolato "The 24-hour customer: New rules for winning" (della casa editrice Harper Business), l'autrice Adrian C. Ott - esperta di razionalizzazione del tempo, lei stessa giostra lavoro e famiglia con due figli - spiega che il concorrente principale dei negozi è il tempo. Questo significa che con uno stile di vita italiano a perderci sono sia i consumatori che i commercianti. ( Fonte: americaoggi.info)

 

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