L'Italia s'è desta...

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/politica2/italia%20se%20destra_200_200.jpgIl risultato elettorale dei ballottaggi di Milano e di Napoli, prevedibile già all'indomani del primo turno, è la cronaca di una morte annunciata. Da tempo. È il suicidio del berlusconismo, non solo di Berlusconi. Il decesso non è dovuto, infatti, solo a consunzione, alla vecchiaia del Premier e della sua idea di Paese, ma Silvio ha contribuito in prima persona. Mettendo la firma sulle due clamorose sconfitte che, di certo, peseranno sul futuro dell'intero Paese. A perdere, infatti, non sono solo i due candidati del centrodestra che pure ci hanno messo del loro: Letizia Moratti ha dato un bel contributo con la sua rigidità e, soprattutto, il malgoverno degli ultimi 5 anni;

 

Gianni Lettieri, invece, con l'incapacità di cogliere l'occasione, storica, di interpretare, finalmente, la Napoli efficiente e competente degli industriali e della classe produttiva.

Con Berlusconi muoiono tutti i filistei perché è tramontata un'idea di politica fondata sulla divisione del paese in buoni e cattivi, amici fedeli e nemici da abbattere. Ci stiamo liberando, come italiani, non solo di un leader che fa male, perché non sa cosa significa unità e obiettivo collettivo, ma abbiamo superato un modello antropologico. La casalinga di Voghera sta scomparendo, non vive a Milano, e i risultati l'hanno dimostrato, ma nemmeno a Napoli.

Se un tempo, da vent'anni a questa parte, essere berlusconiani significava sentirsi cool, innovatori, alla moda, oggi è l'esatto contrario. E le amministrative 2011 non fanno che palesare un dato di fatto: il berlusconismo è vecchio. Nemmeno antico, nessun fascino vintage: è proprio brutto, passato, equivale, per esempio, a guidare una Ritmo o a indossare le scarpe da donna con la punta. Orribili. Acqua passata. Il tempo nuovo è adesso, le amministrative lo confermano.

 

Per usare una metafora, Milano e Napoli rappresentano, insieme, la risacca dello tsunami berlusconiano. Come una gigante onda anomala Silvio ha travolto la l'Italia intera: ora è il momento in cui, furiosamente, lo tsunami si ritira e porta con sé tutta l'immondizia culturale e politica sulla battigia, travolge tutti quelli che stanno lì, titubanti, timorosi, pronti per essere spazzati via.

Ecco il significato del ballottaggio, allora: una promessa. Perché l’Italia s’è desta e tra i cittadini serpeggia una domanda di nuova politica, di uomini e donne diversi, di idee inedite. Invece degli Indignados in piazza, la richiesta di cambiamento la stanno esprimendo, da noi, gli elettori nelle città.

La frattura tra il passato, tra un prima e un dopo, che sta per inziare, si è generata a partire dalla cacciata di Fini dal Pdl. In quell'occasione è emersa, in modo drammatico, tutta la difficoltà del partito, del centrodestra intero, a interpretare il cambiamento, a farsi promotore del nuovo accogliendo il dissenso. E proprio il dissenso è deflagrato nel voto odierno.

 

È in questa cornice, in un mondo politico mutato, nel rimescolamento vero delle carte, che il Terzo Polo, se vuole vincere la sfida e posizionarsi, deve mettersi al lavoro, fornire agli italiani le risposte alle domande inedite, raccontando una visione di paese coinvolgente. Nel quale i cittadini non si trovano a vivere, ma scelgono di vivere.

( Fonte: www.ilfuturista.it)

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