L'irresponsabilità della politica

Il Paese agonizza, ma Berlusconi è sempre più forte. 

In queste settimane i media si sono occupati a lungo dello scontro nel Pdl tra le truppe del Cavaliere e quelle di Gianfranco Fini.

 

A margine delle polemiche un numero imprecisato di scandali, iscrizioni nel registro degli indagati, persino sospetti di appartenenza a bande mafiose o ad associazioni più o meno segrete per alcuni dirigenti del partito del premier.

 

Intanto i più diversi istituti di ricerca continuano a diffondere dati dai quali si desume lo stato critico dell’economia nazionale.

 

Disoccupazione, flessione del risparmio delle famiglie, aumento della povertà, paralisi del mercato del lavoro per i giovani, crisi dei consumi e del settore agricolo, amministrazioni comunali rimaste senza risorse e decine di migliaia di cassintegrati che difficilmente torneranno in azienda andando ad infoltire l’esercito di chi è senza prospettive future.

 

Gli italiani un tempo erano sensibili alla critica e poco propensi all’ottimismo, ma per parasosso oggi che i motivi per lamentarsi sono molti un silenzioso distacco li separa dal comprendere la fragilità del loro destino.

 

Berlusconi coi suoi oltre trent’anni di televisione ha influenzato i gusti e le sensibilità dei cittadini, consolidando il proprio potere e distruggendo una parte importante della memoria storica del Paese.

 

Con la complicità di una sinistra senza idee, i valori dei Padri fondatori della Repubblica sono stati demoliti ed i gruppi di potere si sono regalati privilegi e ricchezze.

 

La generazione della Resistenza, abituata a vivere con mezzi modesti, a mettere in gioco la propria vita per il bene comune, addestrata in anni di lotta clandestina e dalla tragedia della Seconda guerra mondiale a capire quanto la vita possa essere dura e difficile è stata sostituita da personaggi senza spessore, interessati molto più al proprio successo personale che alla crescita della democrazia e del Paese.

 

Il ‘politico’, inteso come persona che ha a che fare coi partiti, si rappresenta nell’immaginario collettivo come colui che possiede case più o meno principesche, auto di lusso, va in vacanza alle Maldive e presenzia abitualmente a feste e ricevimenti.

 

D’altra parte Berlusconi, che ha cominciato la sua attività imprenditoriale nel 1961 grazie ad una fideiussione dalla Banca Rasini (indicata da Michele Sindona e in diversi documenti della magistratura come la principale banca usata dalla mafia nel nord Italia per il riciclaggio di denaro sporco e con clienti come Totò Riina, Bernardo Provenzano e Pippo Calò) in soli 49 anni è diventato il terzo uomo più ricco d’Italia e il 74esimo più ricco del mondo, con un patrimonio stimato in 9,0 miliardi di dollari.

 

I giovani neppure sanno chi sono stati De Nicola e De Gasperi, Parri o Nenni, Togliatti o Amendola, La Malfa o Malagodi e non immaginano come per loro sarebbe impossibile oggi convivere non solo con il Cavaliere, ma con gran parte dei parlamentari italiani.

 

L’antifascismo, che non era solo rifiuto per la dittatura criminale di Mussolini, ma anche un progetto comune di costruzione di una Repubblica democratica condiviso da tutti i partiti della Costituente è stato seppellito dal ‘revisionismo’.

 

E così il regime si è riprodotto. Ai gerarchi corrotti del fascismo si sono sostituiti non pochi corrotti della Seconda repubblica, il Duce è diventato un miliardario arricchitosi in poco tempo ed le camicie nere sono finite in soffitta, ma per essere rimpiazzate da falangi di osannanti fedelissimi dell’Uomo di Arcore.

 

Questa mostruosa operazione di ‘rimbambimento di massa’ è stata possibile grazie alla potenza di fuoco di programmi televisivi narcotizzanti, dalla fine dell’informazione di qualità, dalla collaborazione di pseudo studiosi che hanno letteralmente cambiato la verità della storia nazionale.

 

Quando il terreno era pronto Berlusconi è ’sceso in campo’ ed al trash televisivo ha fatto seguire il ‘partito di plastica’. Il gioco era fatto. Infatti dalla sua discesa in campo, nel 1994, sarà per caso, sarà per fortuna, la sua ricchezza personale e quella della sua famiglia si sono moltiplicate in modo esponenziale.

 

In queste ore qualcuno pensa che sia arrivato il momento del tramonto per il Capo e si pensa a come sostituirlo.

 

Difficilmente questo accadrà. Prima di tutto perchè gli italiani che lo seguono, ovverlo la maggioranza di chi va a votare, è stata eddestrata ad essere ‘fedele’. Fedele al modello, oltre che all’uomo.

 

Se Fini sarà ‘allontanato’ dal Pdl per il presidente del Consiglio si aprirà una stagione di ancora maggior potere. Da mesi cerca elezioni anticipate, sapendo bene che con questa legge elettorale e grazie all’homo berlusconianus avrà una maggioranza parlamentare ancora più forte e più nessun ‘rompiscatole’ nel partito.

 

L’opposizione, è sotto gli occhi di tutti, è come un puglie suonato e, sempre dai sondaggi, appare incapace di recuperare il consenso di quelli che pur si sono accorti della drammatica crisi del Paese e dell’incapacità del governo di centro destra.

 

Come uscirne? La domanda, da un milione di dollari, non ha risposte. Perchè tra politici incapaci, cittadini rintronati e valori distrutti l’Italia non c’è più. E non si vede nessuno in grado di riprendere le file del discorso, interrotto molti anni fa, quando qualcuno pur di non perdere i propri vantaggi decise che era meglio sostenere il Cavaliere che dar vita alle indispensabili riforme per modernizzare il Paese.

 

Altro che tramonto, Berlusconi è sempre più forte. ( Fonte: inviatospeciale.com )

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