L'Europa in bici sorpassa l'auto - Ezio Rocchi Balbi

http://new.caffe.ch/media/2013/12/21267_3_medium.jpgPedala, pedala, la bici ha fatto un sorpasso storico. Per la prima volta, infatti, nell'Europa a 27 Stati le vendite di biciclette hanno superato quelle delle auto. Svizzera compresa, che pure non aveva sofferto - come negli altri Paesi dell'Unione - il drastico calo nella vendita di autoveicoli. Non solo, grazie alle e-bike la bandierina rossocrociata sale sul podio continentale per quanto riguarda le bici elettriche; praticamente uno svizzero su sei che s'è dotato di una due ruote nel 2012 ha optato per il modello con l' "aiutino" della batteria. Ma il Touring club avverte:  attenzione, sono come dei motorini! E, visto l'elevato numero d'incidenti, organizza corsi per principianti.
Alcuni Stati dell'Unione si sono trasformati già oggi nel "paradiso dei ciclisti", come la Lituania, ad esempio, dove per ogni auto acquistata, sono state vendute dieci bici. In Grecia, come in Romania e Slovenia la proporzione è di uno a cinque. Ma è il numero totale ad impressionare: quasi venti milioni di biciclette contro poco più di dodici milioni di auto vendute in Europa. Otto milioni di differenza, per un sorpasso registrato in 26 nazioni su 28 (fanno eccezione solo Belgio e Lussemburgo) emerso incrociando i dati dell'Acea, l'Associazione europea dei costruttori d'auto, con quelli dell'omologa associazione continentale dei produttori di biciclette, il Coliped. "I numeri sono numeri, però vista la crisi del mercato europeo dell'auto è come parlare di un sorpasso in discesa - commenta Walter Robbiani, ex presidente Upsa e membro di direzione dell'Unione professionale svizzera dell'automobile -. Dalle statistiche degli ultimi cinque anni non possiamo certo parlare di clamorosi boom nelle vendite di bici, anzi basta notare quanto ha contribuito il successo delle e-bike, che sono un fenomeno di moda; tutti vogliono averla, proprio come avviene per lo smartphone. Gira e rigira non credo che rinunciando alle quattro ruote siano aumentati i ciclisti".  
Certo, nessuno grida all'avvento della rivoluzione a pedali, ma per la prima volta dalla seconda guerra mondiale, la bici sta diventando un fenomeno diffuso su scala continentale. E questa volta non vale più appellarsi alletradizioni o alla cultura dei Paesi del nord Europa che, fino a ieri, detenevano il monopolio del mezzo di trasporto su due ruote. È nei primi cinque Paesi per numero di abitanti, infatti, che si sono vendute più bici che auto. A partire dalla Germania, con quasi 4 milioni di velocipidi, quindi la Gran Bretagna con addirittura 3,6 milioni contro due di auto, poi la Francia (2,8 contro 1,9). Anche l'Italia - dove il sorpasso era già avvenuto nel 2011 - fa la sua parte con 1,6 milioni di bici contro 1,4 milioni di auto. Fino alla Spagna, entrata nell'Olimpo delle due ruote con 780mila unità bici contro 700mila macchine. "È un successo che non deve stupire, considerando l'exploit della bici elettrica, scelta da un ciclista svizzero su sei - commenta, senza nascondere la sua soddisfazione, la presidente di Ticino Cycling Paola Valchera -. Un successo determinato, e non solo in Svizzera credo, dall'aumentata sensibilità della popolazione per la tutela ecologica e ambientale. A farne il mezzo di trasporto ideale contribuisce la configurazione del nostro territorio. La sensazione è che la e-bike sia stata adottata anche da persone che prima non andavano in bicicletta. Senza dimenticare che proprio in Svizzera abbiamo uno dei migliori produttori al mondo, che ne esce fortemente rivalutato".
Se in molti Paesi la rivincita delle bici ha avuto come complice la crisi economica, in Svizzera (come del resto in Germania o in Olanda e altri Paesi poco toccati dalla débâcle finanziaria) è cresciuta l'attenzione verso la mobilità urbana sostenibile a costo zero. O quasi.
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@EzioRocchiBalbi

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