L’efficienza energetica conviene più del nucleare ma Governo vuole l’atomo. Ecco a chi giova

Altro che costruire centrali nucleari. Basterebbe rendere pienamente efficienti gli impianti delle case italiane per risparmiare ogni anno una quantità di energia pari a quella prodotta da 7 centrali nucleari da 730 Mwe.

 

Lo dice uno studio reso pubblico ieri di Cremonini Consulenze per Adiconsum, l’associazione per la difesa dei consumatori e dell’ambiente nata da una costola della Cisl: che non può essere certo accusata di opposizione oltranzista e pregiudiziale all’attuale Governo filonucleare.

 

Eppure il Governo sposa il nucleare e non muove un dito per l’efficienza energetica. A chi giova questa scelta? La risposta esiste, e non è particolarmente onorevole per la nostra classe politica.

 

Risparmiare energia nelle case non significa battere i denti, tenere la luce spenta e fare la doccia sotto l’acqua ghiacciata. Vuol dire invece ad esempio coibentare le pareti ed installare porte e finestre a prova di spiffero perchè il calore prodotto dall’impianto di riscaldamento non vada disperso.

 

Certo che si tratta di affrontare delle spese. Ma, secondo i calcoli di Adconsum, risparmiare 1 kWh/anno comporta un investimento pari a 1,8 euro. Mantenere gli sprechi e produrre 1kWh/anno con pannelli fotovoltaici comporta un investimento di 5 euro.

 

L’alternativa più costosa e più anti ecologica di tutte, aggiungo io, è mantenere gli sprechi, non installare i pannelli fotovoltaici e consumare energia prodotta da centrali nucleari, che costa di più dell’energia solare. Eppure è proprio la strada imboccata da questo Governo che ama le centrali nucleari e non persegue l’efficienza energetica.

 

Il motivo? Efficienza energetica significa dare lavoro a una miriade di artigiani, muratori, impiantisti. Piccoli investimenti diffusi e affidati alla contrattazione spontanea.

 

Costruire centrali nucleari significa assegnare pochi mega appalti. I mega appalti italiani fanno subito pensare a cognati e cementi depotenziati, ma anche a prescindere: potranno aggiudicarseli (e guadagnare) solo i grandi gruppi industriali, non l’elettricista con la bottega all’angolo della strada.

 

Le centrali nucleari non si reggono senza i soldi dei contribuenti. Costruirle non significa solo assegnare pingui appalti ai soliti noti: significa soprattutto spalancare davanti a loro lussureggianti pascoli situati all’interno delle nostre tasche.

Io lo chiamo capitalismo assistito, anzi parassitario: non so se avete una definizione migliore. ( Fonte: http://www.blogeko.it)

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