" Jackass 3D". La recensione

Johnny Knoxville e la sua squadra di stuntman, che si butta a capofitto in “giochi” demenziali, tornano sul grande schermo per la terza volta e in 3D con una serie di gag che vanno dall’esilarante al fuori di testa con nonchalance. Knoxville alza il tiro mettendo alla prova se stesso e la sua allegra brigata in prove pericolose, disgustose, eccessive e divertenti.

Il regista Jeff Tremaine ha filmato il cast di stunt in una proprietà privata (eccezion fatta per alcune candid camera) diversamente dal Jackass tradizionale, in cui le esibizioni avvenivano per strada, in pubblico. Knoxville, Margera, Dunn, Lacy e tutti gli altri utilizzano il proprio corpo come una tela immacolata sulla quale sperimentare nuove trovate demenziali, il corpo diviene un oggetto come tanti da utilizzare a piacimento, ma a differenza degli oggetti inanimati, sente il dolore, le punture delle api, l’odore nauseante a cui lo stomaco si ribella e molto altro.

Il protagonista è il corpo, in più di un occasione denudato, con abiti ridicoli, spalmato di colla, di pittura e di feci, punzecchiato da api e scorpioni, incornato da un toro e morso da un cane, assalito da un ariete, buttato giù dalla cima di un albero di 20 piani e tutto rigorosamente dal vero. Jackass 3D, come i suoi predecessori, si basa sulla realtà delle prove sperimentate in prima persona: Knoxville viene morso da un cane e questo gli produce delle escoriazioni sul sedere, per esempio.

La gag che fa addentrare lo spettatore in una serie infinita di scherzi e sperimenti è quella di una mano gigante che a gran velocità butta giù le persone come fossero birilli. Tutti si divertono, compresi i malcapitati che non ridono di se stessi ma dello scherzo in sé. Le sequenze riviste al ralenti aumentano la comicità dei personaggi, con le loro smorfie e le loro reazioni viste nel dettaglio e da varie angolazioni. Ogni parte del corpo può giocare un ruolo di primo piano nelle varie gag, dalla pancia al sedere, dal viso alle parti intime. Le prove a cui gli stunt si sottopongono hanno tutte dell’inventiva, del coraggio e dello stomaco a metterle in pratica.

Il fenomeno Jackass nasce per il media televisivo, Mtv lo manda in onda nel 2000, da allora questa serie ne ha fatta di strada. Ciò che piace è la prospettiva infantile degli scherzi, alcuni dei quali lo spettatore avrebbe voluto fare o, magari, ha fatto ai propri compagni di “giochi”. Tanto nel creare quanto nel guardare queste prove si dà libero sfogo al lato fanciullesco, innocente e perfido al tempo stesso, si ride del dolore altrui e più nello specifico della reazione allo scherzo.
Nel momento in cui passa al grande schermo, Jackass cambia solo il fruitore non il meccanismo.
Non c’è una vera sceneggiatura, non è un racconto lineare, sono imprese demenziali portate a compimento da persone che interpretano il proprio lavoro, amici fra di loro e che sanno fino a che punto spingersi. Gli autori stessi raccomandano di non provare a rifarli a casa, vista la pericolosità. Sono tutte imprese fatte da persone allenate e preparate.

Jackass 3D farà provare un disgusto ilare ai più, ci sarà chi riderà a crepapelle e chi volgerà lo sguardo altrove nel vedere alcune prove che fanno dell’idiozia il proprio cavallo di battaglia e per scoprire quali siano non rimane altro da fare che vederlo e mettersi alla prova.  ( Fonte: www.cinemalia.it)

Autore: Francesca Caruso

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