Italiani tartassati. More ancora più salate - di Ernesto Ferrante

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1362681029.jpgE’ evidente che per i signorotti governativi che hanno portato l’Italia alla malora, il “limone” non sia stato spremuto abbastanza. Che i tartassati si ammazzino o protestino anche in maniera drammatica per la miseria che li azzanna, poco importa a chi intende l’amministrazione di un paese come mero esercizio ragionieristico su vasta scala, considerando le persone numeri o poco più.
Non si fa in tempo a contare i danni quotidiani del carico fiscale, che arrivano nuove mazzate, come l’aumento degli interessi di mora. Dal prossimo primo maggio, come ha ricordato Federcontribuenti, pagare in ritardo una cartella esattoriale costerà di più passando dal 4,5504% al 5,2233 per cento. Il nuovo tasso degli interessi è stato deciso con un provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate, Attilio Befera.
Tale atto è previsto dall’articolo 30 del decreto sulla riscossione: il Dpr 29 settembre 1973, n. 602 stabilisce infatti che, decorso inutilmente il termine di 60 giorni dalla notifica della cartella, sulle somme iscritte a ruolo si applicano, a partire dalla data della notifica della cartella e fino alla data del pagamento, gli interessi di mora al tasso determinato annualmente con riguardo alla media dei tassi bancari attivi.
Nelle “motivazioni” del provvedimento, spiega l’associazione presieduta da Marco Paccagnella, si legge che, dopo avere interessato la Banca d’Italia, è stata stimata nella misura del 5,2233% la media dei tassi bancari attivi con riferimento al periodo dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012. Con la tensione sociale al culmine e una stretta creditizia senza precedenti, è a dir poco scellerato stringere ulteriormente la corda intorno al collo di chi già è a corto di ossigeno, a meno che non si sia scelto di scherzare davvero col fuoco. E in tal caso, episodi come quello di Perugia, potrebbero pericolosamente moltiplicarsi.
“L’aumento degli interessi di mora, attacca Federcontribuenti, ci appare come una ulteriore istigazione, provocazione, da parte di un gruppo di uomini incuranti delle gravi conseguenze che il loro poco scrupoloso agire produrrà nella società civile.
Nel frattempo, le numerose proposte legislative per ripristinare un minimo di giustizia sociale, per risollevare l’economia nazionale e salvare quindi piccoli imprenditori e lavoratori giacciono sotto tonnellate di polvere e forfora”.
L’associazione attiva nel campo della tutela dei contribuenti, dei consumatori e delle imprese, invita la cittadinanza a non sottostare, a non subire e a reagire mediante gli strumenti legali. “La rivoluzione, il riscatto, la giustizia: tutte cose che vanno cercate in un’aula di tribunale”.
Fonte: www.rinascita.eu

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