Italia e Macroregioni: Grillo, facci sognare!

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Non si sa se per Grillo si sia trattato solo di una boutade per attirare l’attenzione su di sé dopo aver visto gli ultimi sondaggi sulle intenzioni di voto degli italiani, oppure se ci sia qualche altro secondo fine, fatto sta che finalmente il padre padrone del Movimento 5 stelle ha avanzato una proposta seria: la suddivisione dell’Italia in macroregioni!

Dopo iniziative lodevoli anche se smaccatamente populiste, come la restituzione di parte dei loro stipendi da parte dei Parlamentari del M5S, e dopo proposte assolutamente insensate e distruttive come il reddito di cittadinanza, ecco che viene avanzata una idea certamente coraggiosa.

Abbiamo detto tutti che all’Italia serve un forte shock che interrompa con un corto circuito una situazione che lentamente, ma inesorabilmente ci sta portando verso la povertà.

Grillo giustamente sottolinea come oggi un italiano che voglia salvarsi da un declino ineluttabile sia costretto ad emigrare (o a suicidarsi), ed allora servono idee “sconvolgenti”.

Abbiamo paura a scendere da un’auto in corsa? Certo non è semplice, ma quando vedremo davanti a noi un burrone troveremo anche questo coraggio.

La domanda che verrebbe spontaneo porsi è: avremmo da guadagnarci? Personalmente ritengo, senza alcuna esitazione, che la risposta debba essere: SI’.

E non solo, ma non avrei alcun dubbio anche ad indicare chi potrebbe avere i maggiori benefici di una suddivisione dell’Italia in macroaree: sarebbero certamente le regioni del Sud. Per loro inizierebbe davvero la rinascita, forse potremmo addirittura denominarlo un nuovo Rinascimento.

La popolazione riuscirebbe finalmente a liberarsi dalla criminalità che oggi la costringe a vivere della elemosina che arriva da Roma ritrovando l’orgoglio smarrito con la perdita della sovranità monetaria e l’annessione allo Stato italiano.

Con una moneta adeguatamente svalutata il nostro Sud sarebbe pacificamente invaso da milioni e milioni di turisti che porterebbero la valuta pregiata necessaria anche per far ripartire attività artigianali ed industriali che integrerebbero il settore agricolo basato sulle primizie, oggi diventate antieconomiche dalla supervalutazione di un euro che non è assolutamente rappresentativo di un’economia ormai collassata.

Le regioni del Nord, partendo comunque da una base migliore avrebbero margini di crescita minori, ma senza dubbio potrebbero giovarsi di una maggior efficienza dell’Amministrazione Pubblica che, vicina alle persone, vedrebbe ridursi sensibilmente gli attuali costi spaventosi della burocrazia.

Ma anche le regioni del Centro sono convinto che avrebbero benefici da una suddivisione dello Stato centrale, lo splendore e la ricchezza avute in passato testimoniano come, autogovernandosi abbiano raggiunto eccellenze in tutti i campi.

Certo non sarà né facile né immediato, ma l’uscita di Grillo avrà avuto perlomeno il merito di spostare il dibattito dalle fesserie di cui si tratta oggi a Roma (jobs act) a qualcosa che davvero può cambiare, ed in meglio, il futuro di tutti noi.

Sarà senza dubbio una strada lunga, difficile e tortuosa, ma vale la pena percorrerla.

Giancarlo Marcotti

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