Italia, dove il muro di gomma non sembra mai crollare

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/attualita4/topsecret_200_200.jpgIl Guardian e The Independent non usano mezzi termini per descrivere il caso dell'arsenale scomparso su cui lo Stato italiano ha posto il segreto. Il carico di armi, composto, pare da 32mila proiettili per mitragliatori, 30mila Kalashnikov Ak-47, 5mila missili Katyusha, 400 missili e circa 11mila armamenti anti-carro, stazionato nei pressi di Santo Stefano, nell'arcipelago della Maddalena, potrebbe, ipotizzano le due testate, essere destinato ai ribelli libici.

 

L'origine del carico pare essere sovietica e risalire al 1994 quando la marina britannica e quella italiana intercettarono l'arsenale a bordo di una nave destinata ai Balcani e ufficialmente carica di cotone egiziano. I cargo, quattro per la precisione, furono spostati a nord della Sardegna, presso la base americana, dove l'arsenale è rimasto fino a un paio di mesi fa. Poi il nulla. Non se ne hanno più tracce. La procura di Tempio Pausania, spiega il Corriere della sera, intervenuto sulla questione, ha avviato un'indagine. Subito stoppata dal segreto di Stato. La presidenza del Consiglio ha bloccato ogni accertamento sulla destinazione delle armi.

 

Ecco, puntuale torna l'Italia del muro di gomma, dei silenzi pesanti, delle mezze verità. È facile ricordare i segreti mai svelati, i silenzi lunghi decenni, le domande che mai hanno ricevuto risposta, anche a distanza di tempo. Eppure, oggi, qualcosa dovrebbe essere cambiato se non nei meandri della politica almeno nella qualità della cittadinanza. Ora il segreto, nell'epoca di Assange, pesa di più, non è accettabile. Nel momento in ritorna, implacabile, il problema del dualismo tra sicurezza e conoscenza, s'avverte più netta la sensazione di propendere per una delle due parti, con meno dubbio di prima. Come è possibile per noi, abituati alla logica della rete, accettare il segreto e il silenzio?

 

Si avverte, oggi come sempre, l'aria pesante di un paese tetro. Con una sola differenza: stavolta è più difficile da sopportare. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

Autore: Federica Colonna

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