Iran: il paese dove i banchieri truffaldini vengono condannati a morte

http://www.you-ng.it/images/stories/Economia/Mahmoud-Ahmadinejad4.jpgBen 48 arrestati, 39 persone processate e quattro condannati a morte. Lo scandalo finanziario che ha coinvolto l’Iran, sembrerebbe essere stato combattuto e punito con grande decisione ed in maniera esemplare. Come si legge sulle carte del processo, la truffa consisteva nel “creare false garanzie e titoli fasulli per favorire l’emergere di un industriale dell’acciaio, Amir-Mansour Aria, interessato a fare incetta di aziende pubbliche senza disporre dei necessari finanziamenti. Industriale che è riuscito a costruirsi una rete di connivenze e corruzione tale da assicurarsi qualsiasi favore illecito da parte del personale di quattro tra le principali banche del paese”.

FUSTIGAZIONI, ERGASTOLI E MULTE SALATE

Come ci tiene a far sapere il procuratore generale iraniano Gholam-Hossein Mohseni-Eje, oltre ai quattro condannati a morte, ci sono anche due persone che dovranno scontare l’ergastolo ed altre che sconteranno una pena pari a 25 anni di carcere. In più, per i più “fortunati”, anche fustigazione e pagamento di esose multe.

Del resto, seppur ammonendo al contempo i media ed invitandoli a non creare ulteriore scandalo, l’ayatollah Khamenei aveva assicurato che la punizione per i truffatori sarebbe stata severa ed esemplare. A poco è servita l’opera di oscuramento di nomi e di volti imposti alla tv pubblica iraniana che ha trasmesso alcune immagine del processo. Molti dei condannati, infatti, erano uomini d’affari abbastanza noti nel paese.

LA FUGA DI KHAVARI IN CANADA

Dalla retata, però, qualcuno è riuscito scappare. Mahmoud Reza Khavari, ex CEO della Melli, banca pubblica numero dell’Iran, quando è esploso lo scandalo è difatti riuscito a prendere un areo per fuggire in Canada. Al momento si trova nella sua villa da due milioni di dollari. Intanto, dal processo, trapelano le prime indiscrezioni: i malpensanti pensano che la segretezza imposta ai nomi degli imputati, servisse soprattutto per permettere ai personaggi più potenti di subire meno pene meno gravi.

COINVOLTI FEDELISSIMI DI AHMADINEJAD

Tuttavia, il fatto che fosse trapelata la notizia che alcuni personaggi coinvolti fossero addirittura deputati e parenti stretti dell’entourage del presidente Ahmadinejad, lascia cadere in maniera abbastanza decisa l’ipotesi dietrologica. Del resto, nella mega truffa, sono state coinvolte tutte le principali banche del paese e sono spariti oltre 2 miliardi e mezzo di dollari. Per uno stato sicuramente non ricco come l’Iran, si parla quindi di cifre considerevoli.

La vicenda, che di sicuro creerà non poco imbarazzo allo stesso presidente, dimostra quanto il potere del denaro e le maglie della finanza speculativa riescano a contagiare praticamente chiunque. Anche chi si fa alfiere (opportunista) dell’anti-imperialismo americano e del capitalismo occidentale, finisce con il ritrovarsi sotto il naso scandali economiche di proporzioni epiche. Almeno, però, in Iran certi banchieri finiscono condannati a morte o all’ergastolo.

Scritto da 

Fonte: http://www.you-ng.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=2798:iran-il-paese-dove-i-banchieri-truffaldini-vengono-condannati-a-morte&Itemid=63

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog