Inquinamento: principale causa di morte prematura

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Con 7 milioni di vittime ogni anni è l'inquinamento atmosfericola principale causa di morte prematura, prima delle malattie cardiovascolari e del cancro. È quanto indicano le ultime stime dell'OMS secondo cui particolarmente pericoloso è l'inquinamento indoor.

L’inquinamento indoor è provocato dal fumo, da fornelli e caminetti e altre sostanze volatili provenienti da detersivi, mobili, vernici, collanti e molte altre ancora. 

L'inquinamento indoor, riferisce l'OMS, è responsabile di 4,3 milioni di decessi, in particolare tra coloro che utilizzano legna, carbone con mezzi di combustione che producono fumi non controllati a dovere. Le vittime stimate dell'inquinamento esterno sarebbero 3,7 milioni.
Nel comunicato dell'Organizzazione Mondiale della Sanità si legge che le nuove stime sono raddoppiate, rispetto agli anni precedenti. 

Secondo le statistiche ad essere correlati all'inquinamento dell'aria esterna sono: il 40% dei decessi per malattie cardiache, il 40% per l’ictus, l’11% per la malattia polmonare cronica ostruttiva (BPCO), il 6% per cancro ai polmoni e il 3% per le infezioni delle basse vie respiratorie acute nei bambini. Abbastanza simili risultano le statistiche sui decessi legati all'inquinamento dell'aria interna. Il numero di morti per BPCO, però, risulta più che raddoppiato a causa dell’inquinamento indoor. Il 12% delle morti per inquinamento dell’aria negli ambienti interni, infine, riguardano i bambini che hanno sviluppato infezioni come la polmonite.

"I rischi di inquinamento atmosferico sono ormai di gran lunga maggiori di quanto si pensasse , in particolare per le malattie cardiache e ictus - ha spiegato Maria Neira , Direttore del Dipartimento di dell'Oms per la Salute Pubblica , Ambiente e determinanti sociali della salute  -. Pochi rischi hanno un maggiore impatto sulla salute globale di oggi che l'inquinamento atmosferico; l'evidenza segna la necessità di un'azione concertata per ripulire l'aria che tutti respiriamo".

Intanto un recente studio condotto dai ricercatori della Columbia University in collaborazione con la Chongqing Medical University ha riscontrato un legame tra l’esposizione a livelli elevati di inquinamento atmosferico e l’insorgere di mutazioni genetiche irreversibili. 

Dalla ricerca è emerso che i bambini concepiti, nati e cresciuti vicino a una centrale a carbone in Cina risultavano più a rischio di insorgenza di deficit cerebrali all’età di due anni. La centrale in questione è quella della città di Chongqing, nella contea di Tongliang, nella Cina centro-meridionale, chiusa nel 2004.

Fonte: www.informasalus.it
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