Influenza aviaria nel Bolognese: mezzo milione di galline da abbattere

http://www.gazzettadiparma.it/mediagallery/foto/dett_articolo/1327575180042_0.JPGAncora influenza aviaria nelle galline in Emilia-Romagna. Dopo Ferrara, Bologna. Il ministero della Salute reso noto che oggi l’istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie conferma la positività per l’influenza aviaria del tipo A nelle galline ovaiole di un’azienda commerciale nel comune di Mordano, in provincia di Bologna. E se nel Ferrarese devono essere abbattute 128mila galline, ora nel Bolognese gli esemplari da uccidere sono quasi mezzo milione.
La positività al virus è stata individuata durante i controlli nelle aziende nelle zone soggette a restrizione e in quelle considerate a rischio, dopo il focolaio nei giorni scorsi in un’azienda del comune di Ostellato, vicino a Ferrara. Le Ausl «hanno applicato tutte le misure di controllo» per un raggio di 10 chilometri attorno all’azienda, il rintraccio degli animali e dei loro prodotti, l'abbattimento di tutti i volatili presenti in azienda e la pulizia e disinfezione delle strutture.
La Regione precisa che quello di Mordano è un diverso stabilimento dello stesso gruppo di Ostellato. 

Il ministero aggiunge che sono stati intensificati i controlli, la vigilanza veterinaria e le misure di biosicurezza negli allevamenti. Il ministero ha fatto sapere anche di essere «in stretto coordinamento con le autorità sanitarie locali e regionali» e di tenere costantemente informata della situazione la Commissione europea».

SARANNO ABBATTUTE 500MILA GALLINE. Per il nuovo focolaio di aviaria a Mordano sono «previste, tra le altre misure - precisa la Regione Emilia-Romagna - le operazioni di abbattimento dei quasi 500mila esemplari presenti nell’allevamento». Era invece cominciato a Ferragosto l’abbattimento delle 128mila galline ovaiole dell’allevamento di Ostellato (Ferrara) della stessa azienda agricola San Paolo colpita dal virus H7. «L'accertamento del nuovo focolaio - prosegue la Regione - è avvenuto grazie alla stretta rete di sorveglianza».

Fonte: www.gazzettadiparma.it

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