" In Germania bastano venti minuti per diventare giornalista professionista" di Stefano Casertano

http://www.thefrontpage.it/wp-content/uploads/2010/07/rassegna_stampa_giornali.jpgHo trovato davvero divertente la trovata del governo italiano di abolire l'ordine dei giornalisti pubblicisti. Per i profani: i giornalisti, in Italia, possono appartenere alla serie A e alla serie B. La serie A sono i professionisti: occorrono 18 mesi di praticantato, 400 euro di tasse e un esame di stato scritto e orale. Poi c'è il calderone dei pubblicisti, per accedere al quale in Lombardia è necessario pubblicare 65 articoli firmati e pagati, sborsando poi 300 euro all'iscrizione e quasi 170 euro l'anno, ma i costi variano di regione in regione. Abolendo i pubblicisti dal settembre 2012, chi scrive a pagamento senza essere professionista potrebbe essere denunciato per "esercizio abusivo della professione". Potrebbe essere una bufala, e spero davvero che lo sia.

A quanto pare, questa decisione è stata presa dal prof. Monti dopo un giro di consultazioni con gli ordini professionali su ipotesi di riforma degli stessi. E' un metodo che trovo strepitoso: sarebbe come andare dai proprietari di ristoranti a chieder loro "come possiamo aiutarvi a chiudere bottega?". Adesso non sorprendono più i titoli entusiastici per le manovre di Monti su Repubblica e sul Corriere. Sono, in fondo, gli stessi giornali che come "manovre per lo sviluppo" montiane hanno citato la conferma dell'esistenza in vita dell'ICE o le tasse sullo junk food, oltre all'aumento delle tariffe autostradali, nell'ottica del "ciò che fa bene a Benetton, fa bene all'Italia".

Non mi sorprende, allora, che l'Ordine dei Giornalisti non abbia mosso un dito per criticare una scelta de medioevo nipponico. Il sistema degli ordini è una misura restrittiva del talento. Gioisce chi professionista è già: c'è meno concorrenza. Ha dichiarato un consigliere dell'ordine, Antonella Cardone, che "Per noi è una restrizione, ma anche l'occasione per rendere più qualificata la categoria".

Chi mi consente di scrivere le mie quattro parole su questo giornale mi ha comunicato con tono consolatorio: "toccherà farti diventare professionista, tranquillo". Ho subito rifiutato. Non sono voluto entrare nella casta accademica italiana, figuriamoci se accetto di entrare in un ordine statalista per esprimere il libero diritto di scrivere. O meglio, accademico lo sono diventato, ma in Germania. Forse qui diventerò anche giornalista professionista: basta qualche fotocopia di articoli pubblicati, una dichiarazione della redazione, 50 euro e una ventina di minuti.

Ci sarà un'invasione di pubblicisti italiani per diventare professionisti in Germania, nello stile degli esami da avvocato in Spagna. Voglio vedere se il prof. Monti, insieme ai suoi referenti-deferenti dell'OdG, avrà l'ardire di impedire ai giornalisti professionisti esteri di scrivere in Italia. Servirà in caso una nuova "sentenza Bosman" per il giornalismo. Caro Professore, sarò in prima linea in questa battaglia.

Perché tappare la bocca a chi scrive è un attentato contro la libertà di lavorare e di esprimere le proprie idee, e di essere pagato per farlo. E' un segnale latente di dittatura democratica, indice di arretratezza e viltà professionale. Caro prof. Monti, non dimentichi che le corporazioni sono robaccia da fascisti, e qualsiasi atto teso al loro rafforzamento è, tecnicamente, un atto fascista. Sta chiudendo le porte alla rivoluzione del giornalismo digitale, al citizen journalism, al blogging. Peraltro, non servirà a nulla: basterà varcare il confine per qualche minuto - o qualche anno, se continua così.

( Fonte: www.linkiesta.it)

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