Immigrazione: la verità che la destra dimentica

Sto rivedendo il manoscritto di un amico, Salvatore Siddi, "operaio edile", una vicenda italiana che si svolge in un cantiere. Mi sembra utile proporre qui questa sua riflessione:

... La multietnicità! Come la vivevano i miei colleghi italiani? Con la solita schizofrenia. Quando ci interagivano personalmente, con i suddetti stranieri, si comportavano come Cristo comanda; quando invece se ne discuteva tra noi italiani, magari tramite lo spunto datoci dalla cronaca che ci passava le televisioni di quel “signore”, diventavano, improvvisamente, gli stessi stranieri, un’orda di privilegiati e impuniti, dediti a stuprare, a fare i magnaccia, a spacciare droga. I loro discorsi sono quanto di più esilarante mi capitava di ascoltare, sentiti in bocca a meridionali – come me – che lavorano a Bologna: «Dallo stato prendono case, sussidi giornalieri… Sono più privilegiati di noi… Sì, facciamoli arrivare gli zingari e i negri… Tutti qui vengono… Hanno trovato l’America! Diamogli da mangiare a questi! Noi all’estero andavamo a lavorare, e stavamo zitti! Ci vuole Mussolini!».
Se non ricordo male, gran parte dei miei colleghi (operai, ndr) erano, politicamente, orientati a destra, e mostravano una spaventosa disinformazione. O meglio: erano informati molto bene, anche più di me, ma esclusivamente dal padrone!
La maggioranza degli stranieri lavoravano con i sub-appaltatori. Senza limiti di orari e sfruttati. In un certo senso, gli immigrati diventano, loro malgrado, nemici della classe operaia, costringendo a scendere in basso anche i lavoratori italiani, costringendoli a rinunciare a molte conquiste sindacali per poter rimanere a galla.
È il capitale a dettare le regole. Immigrati e italiani: una guerra tra poveri; sotto il tallone del denaro e di chissà quale altra forza.
I dirigenti di quel cantiere – uomini politicamente di destra – paradosso del paradosso, preferivano gli immigrati a noi. Il danaro non puzza. Votano partiti che vogliono respingere l’immigrazione, ma giorno per giorno ne hanno bisogno come il pane. Gli stranieri sono una ricchezza per il padrone italiano. Dirigenti prepotenti e insulsi. Eccone uno di questi, quasi me lo vedo ancora qui accanto a me… il geometra nanetto, con comportamenti da fascistello che passa e sbraita a più non posso con i colleghi… Con me non lo ha mai fatto!
In realtà anche gli stranieri sfruttano, eccome se sfruttano! La legge della giungla vale anche per loro. Ho visto nei cantieri, in questi ultimi anni, tante scene rivoltanti e deprimenti. Urla il boss, il boss romeno urla verso il suo operaio. Lo tiene sotto il suo tallone…

Il filo di ferro è freddo e tagliente, sudore sulla pelle.
Passa il capo, si ferma, telefona e urla minaccia.
Precisa che siamo sotto il suo controllo, comanda lui…
«Ti caccio via, ti ridurrò alla fame, la nera fame…»
È matematica da schianto, inalterabile forza…
I cinesi ci massacreranno.
Gli stranieri si prestano a tutto con più accondiscendenza. Sono anni che conosco queste dinamiche e mi ci sono abituato, direi assuefatto. Devo soccombere.
Il capitale! Rivedo le facce del capo-cantiere, del direttore, e del resto della tribù…Quasi tutti di destra, fascisti. Ma i partiti che loro stimano, non sono per la chiusura della frontiere?
( Fonte: www.ignaziomarino.it)

Testo inviato da Flavio Pelliconi

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