Il Veneto vuole l’indipendenza

http://img2.wikia.nocookie.net/__cb20130702100230/nonciclopedia/images/4/4e/Referendum_Indipendenza_Veneta.jpgRaccolte in pochi giorni 20.000 firme nei gazebo organizzati dalla Lega Nord, il risultato va ben oltre ogni più rosea previsione ed i massimi dirigenti del partito porteranno la proposta di Referendum in Consiglio regionale

Sull’euro è scontro Tosi-Salvini I leghisti: «Consenso in crescita, avanti fino a quando la legge andrà in Consiglio regionale» Avanti tutta con la richiesta di referendum consultivo sull’indipendenza del Veneto. Tanto più dopo la marea di firma raccolte nello scorso fine settimana nei 108 gazebo organizzati dalla Lega Nord con l’aiuto di gruppi autonomisti. Stanto agli ultimi conteggi, le firme sono circa 20mila. Quindi, anche nel prossimo fine settimana, i leghisti continueranno a organizzare banchetti e gazebo e lo faranno fino a quando la proposta di legge regionale sull’indipendenza del Veneto non verrà discussa in Consiglio regionale.


«La legge è stata rinviata in commissione per approfondimenti e presumibilmente dopo il bilancio regionale sarà discussa», dice il consigliere regionale della Lega Paolo Tosato, veronese, presentando le prossime iniziative con altri leghisti come l’eurodeputato Lorenzo Fontana, l’assessore Enrico Corsi, il presidente del Consiglio comunale Luca Zanotto, quello dell’Ottava circoscrizione Dino Andreoli e Vito Comencini, coordinatore dei Giovani Padani e consigliere della Terza circoscrizione.

L’iniziativa, lo ricordiamo, era stata lanciata la scorsa settimana dal leader federale della Lega Matteo Salvini e dal segretario veneto Flavio Tosi. «Noi non vogliamo l’esclusiva su questa petizione, che ha visto collaborare gruppi indipendentisti e aderire tantissime persone non nel nostro movimento», precisa Tosato.

«E in Consiglio regionale, oltre alla condivisione già da tempo del consigliere di Futuro Popolare Stefano Valdegamberi, sappiamo che quattro di Forza Italia sosterranno il progetto di legge e che c’è un’apertura anche dal Gruppo del Nuovo centrodestra. Tutto ciò si aggiunge ai 170 Consigli comunali che hanno votato una mozione un questo senseso e di quattro Province. E non è questione di destra o di sinistra».

 

Fontana sottolinea il «numero inaspettato di firme raccolte, quasi 20mila, tanto più in un momento in cui la politica non è certo sentita vicina dai cittadini». Corsi sottolinea «il tema di stretta attualità: e il decreto Salva Roma la dice lunga su come lo Stato, alla fine, tappa i buchi economici di Comuni che li hanno prodotti, mentre quelli virtuosi come Verona non hanno soldi per tappare le buche nelle strade».

I gazebo torneranno venerdì al mercato del Saval, sabato a quello dello Stadio e in viale Spolverini, in Borgo Venezia, e in via Bengasi in Borgo Roma; nel pomeriggio in piazza Bra. Domenica mattina alla Bassona, a Ca’ di David in piazza Roma, in via Verdi (Borgo Venezia), e in piazza Buccari a Montorio.


Intanto Tosi si smarca dalla posizione fortemente anti-Euro di Salvini. Sulla moneta unica, ha detto ieri a margine di un incontro a Milano, «abbiamo posizioni parallele, ma non identiche». Quindi Tosi non ha specificato se parteciperà o meno alle iniziative del No Euro Tour. «Siamo entrambi euroscettici ed eurocritici», afferma Tosi, «sappiamo quali sono state le fregature che come Italia abbiamo subito, però l’uscita dall’Euro penso avrebbe un costo per il Paese e per l’economia reale non sopportabile».

Per il segretario veneto della Lega, comunque, «è tornato l’entusiasmo. Sono ottimista su un ritorno di fiducia nel nostro elettorato che in parte era migrato verso Grillo»: lo dice Tosi in vista delle prossime elezioni europee. Tanto che, dice, l’obiettivo per il Carroccio sarebbe superare il 6 per cento. «Se stessimo sopra il 6% non sarebbe improbabile». Merito di Salvini, «giovane e che ha segnato un cambiamento definitivo rispetto al passato».

E.G.

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