" Il truffacuori" La recensione

http://www.cinemalia.it/images/stories/iltruffacuori_leggero.jpegIl regista Pascal Chaumeil esordisce alla regia cinematografica con questo progetto pungente e originale, dopo la solida esperienza televisiva. Nel corso degli anni Chaumeil ha acquisito sia la padronanza del mezzo che una propria libertà creativa nel realizzare i suoi lavori (televisivi e pubblicitari) e “Il Truffacuori” non fa eccezione.

È un film d’azione, una commedia romantica e un film che sprizza comicità da tutti i pori.

Non si può incasellare in un unico genere, ma deriva da un amalgama di più elementi che funzionano egregiamente. Lo spettatore ride di gusto quando meno se lo aspetta, di un’ilarità che nasce dal profondo, senza avvertire forzature da parte del film.

Si denota subito la leggiadria delle battute, che danno l’impressione di sgorgare naturalmente.

 

Alex Lippi è un sabotatore di coppie di professione. Qualsiasi donna, che sia legata a un imbecille che la rende infelice, è pane per i suoi denti. Amici, genitori, fratelli chiamano lui per intervenire prima che sia troppo tardi. Quando però Alex e la sua squadra si trovano a valutare un contratto in cui la donna in questione, Juliette, è felice col proprio uomo, il truffacuori vorrebbe rifiutare l’ingaggio, se non fosse per un debito cospicuo che potrebbe far chiudere la sua agenzia. Avrà dieci giorni di tempo per mandare all’aria il matrimonio di Juliette e scoprire l’amore vero. La prima cosa di cui si è assicurato Pascal Chaumeil è di non rendere il suo protagonista una figura alla James Bond, certo Alex ha fascino, è atletico, coraggioso, intraprendente e sicuro di sé quanto basta per riuscire nel suo lavoro, senza apparire un Dongiovanni.

L’utilizzo del ralenti in diverse occasioni permette, anzi, di giocare con il genere suddetto.

 

La scelta per questo ruolo è ricaduta su Romain Duris che riesce pienamente a incanalare tutte le sfaccettature di Alex, apponendovi una giusta dose di umanità e sensibilità, oltre che, in un secondo momento, di vulnerabilità. Duris ha aggiunto alcuni aspetti al suo personaggio non presenti in sceneggiatura, senza cambiare, tuttavia, una sola parola dei dialoghi.

Inoltre non ha voluto controfigure, dimostrandosi all’altezza di poter fare qualsiasi cosa e di essere un attore eclettico.

“Il Truffacuori” rappresenta per Duris la prima commedia romantica, cimentatosi in passato in pellicole di altro genere.

Per Duris uno degli aspetti fondamentali del film doveva essere quello romantico, spinto al massimo, per rendere l’incontro tra Alex e Juliette unico. Si è voluto creare una commedia in cui nonostante si immagina cosa può scattare tra i due protagonisti, quando accade ci si emoziona.

L’obiettivo è stato colto nel segno: “Il Truffacuori” è esilarante e pieno d’azione, ma l’atmosfera romantica che man mano il regista crea è di quelle che rimangono impresse a lungo. Molto bella tutta la parte in cui viene citato “Dirty Dancing” (1987) di Emile Ardolino, nostalgica e che riporta indietro nel tempo a una colonna sonora strepitosa e a una storia impeccabile, come questa. Se nella prima parte si privilegia l’azione, nella seconda vengono messi in luce i diversi stati d’animo dei due protagonisti.

 

Per ciò che riguarda l’aspetto tecnico, la fotografia gioca un ruolo di primo piano. L’atmosfera è briosa, il modo in cui è stata utilizzata la luce ha infuso all’ambiente eleganza e classe, ma anche un senso di intimità (nei momenti in cui Alex e Juliette sono insieme). Le riprese sono durate quarantacinque giorni, con una tabella di marcia molto concentrata e la possibilità di ripetere un ciak poche volte. Il risultato è un film che riesce ad accontentare tutti.( Fonte: www.cinemalia.it)

Autore: Francesca Caruso

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