" Il sapore dell’incoscienza.. i derivati a vanvera" di Paolo Trezzi

http://www.finansol.it/wp-content/uploads/2012/04/presidente-formigoni.jpgMi stupisco dello spavento che un investitore, grande o piccolo, famiglia o impresa, azienda privata o Ente che sia, manifesta quando gli dicono…“scusi abbiamo, forse, un problema. C’è crisi sul mercato c’è il rischio che…”

Mi stupisco perché prima sottoscrivono prodotti che non sanno cosa sono, come sono costruiti e per questo devono affidarsi alla fiducia di chi glieli vende e solo poi si accorgono che la fiducia l’han riposta nelle banche. C’è una precondizione che bisogna sempre tenere a mente prima – prima – di investire.

Il rendimento (atteso) non è l’elemento vero da tenere in considerazione, ma lo è il rischio assunto per cercare di raggiungerlo.Ma né i sindacati con i Fondi pensione né le aziende e tantomeno gli Enti locali con i derivati sembrano ricordarlo. Quest’ultimo caso è emblematico: la Regione Lombardia non ha calcolato il rischio assunto nel farsi costruire un bond da 1 mld. di dollari (sì, 1 miliardo) da due banche Ubs  e Marrill Lynch e ora perde oltre 100 milioni. Idem per il Comune di Milano, a processo 4 banche, Jp Morgan, Deutsche Bank, Ubs e Depfa, per una truffa di pari importo.

A Lecco, 48mila abitanti, derivato da 36 milioni e una perdita, periziata, “per i soli costi occulti”, cioè costi non detti al Comune, già all’atto della sottoscrizione, che lo stesso però ha pagato, di oltre 1,5 milioni di euro alla Deutsche Bank. Certamente non lo sapevano i cittadini lombardi, milanesi o lecchesi, probabilmente pure, concedendogli la buona fede, i consiglieri regionali e comunali che hanno approvato questi strumenti, certamente però Formigoni, Albertini e la Moratti e il Sindaco di Lecco, nonché i rispettivi consiglieri, a differenza dei cittadini, erano tenuti doverosamente a informarsi e a saperlo.

E i casi sono a decine. Le perdite a centinaia. Sono 407 gli Enti che hanno comprato derivati per 32 miliardi di euro.

Solo pochi, pochissimi, amministratori di sono ribellati, La Provincia di Pisa, il Comune di Prato tra i primi. Quelli che non l’hanno ancora fatto, se vogliono ora possono avvalersi appoggiarsi alla Sentenza del Consiglio di Stato nr 5032 del 7/9/2011 che consente l’annullamento per autotutela del contratto in derivati. Perché è ora che si provino a recuperare questi soldi se dovuti. Perché ci servono. Perché sono di noi cittadini.

Il potere di autotutela, giova ricordarlo, trova fondamento nei principi di legalità, imparzialità e buon andamento, cui deve essere improntata l’attività della pubblica amministrazione, ai sensi dell’articolo 97 della Costituzione, in attuazione dei quali l’amministrazione deve adottare atti il più possibile rispondenti ai fini da conseguire.

Fonte: www.finansol.it

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