" Il nuovo decennio nell'era on line" Di Roberto Vacca

Alla fine di quest'anno il tempo totale in cui gli americani si connettono a Internet ha superato quello che passano davanti alla tv. Negli ultimi 5 anni era cresciuto del 121%: la tendenza (rilevata da Forrester Research) mostra che l'avvenire di Internet sarà pervasivo. Le prospettive sono positive: i miglioramenti notevoli. Però si profilano anche inconvenienti, contrasti, incertezze, minacce e questioni legali.
Le prestazioni tecnologiche innovative continuano a essere sviluppate e i servizi offerti dovrebbero essere sempre più variati e veloci. Esistono già applicazioni ben note che permettono a un utente di accedere al computer in rete di un altro utente, di esaminarne il funzionamento, di accedere alla memoria e di lavorarci. Vengono usate soprattutto per rendere più agevole la manutenzione e la eliminazione di bachi o di errate impostazioni. Funzioni simili saranno offerte a tutti, in modo tale che due o più operatori possano collaborare in tempo reale a redigere documenti, codificare programmi, creare oggetti grafici e animazioni. Alcuni sfrutteranno questa possibilità per gioco: più interessanti i vantaggi per autori, artisti e professionisti. Altri vantaggi notevoli che arriveranno sicuramente sono quelli conseguenti alla creazione di biblioteche e magazzini sempre più vasti ed efficienti che offrono a tutti l'accesso a ogni scritto, immagine o opera intellettuale mai prodotta.
Ma come stiamo sfruttando Internet oggi? Per il 40% del tempo trasmettiamo documenti e testi scritti, ma questo tipo di impiego perde terreno. Crescono rapidamente le trasmissioni di video e musica (che sono poco sotto il 40%) e le partecipazioni a giochi (15%) - solitari, competitivi, di gruppo, di ruolo e anche d'azzardo. La funzionalità necessaria a queste prestazioni è offerta in misura crescente da HTML5, la versione moderna dell'HyperText Markup Language, (inventato nel 1989 da Sir Tim Berners Lee) che è in via di continua rielaborazione. Ce ne rendiamo conto quando accediamo a siti Web di aziende ed enti. Sempre più spesso non ci propongono testi scritti (che alcuni di noi preferiscono), ma un video in cui una persona recita un messaggio, di cui non ci resta traccia - e la trasmissione relativa occupa pesantemente la banda. Altre promozioni vengono fatte con animazioni - irritanti quanto molti spot in tv. Dunque Internet sembra avviata verso la disseminazione di contenuti impressivi, ma volatili. L'idea originale era creare una vastissima rete in cui fluissero non solo notizie, opinioni e sfoghi, ma soprattutto idee, nozioni, conoscenza, dati. Di questo materiale non vengono date garanzie di correttezza o credibilità, ma ne dovrebbe essere assicurata la libera circolazione senza censure e distorsioni premeditate.
La censura è notoriamente dura e diffusa nei Paesi che hanno regimi autoritari. Anche nei Paesi normali, però, viene giustificata la sorveglianza dei contenuti dei messaggi allo scopo di intercettare comunicazioni di chi progetta o persegue attività criminose o terroristiche. Qui non ci sono soluzioni semplici. La situazione è analoga a quella della prevenzione dei dirottamenti aerei: il pubblico accetta controlli e perdite di tempo per evitare danni gravi a persone e cose.
Sono inopportune, invece, le proposte di bloccare l'accesso a Internet di chi sia stato accusato di aver scaricato testi, video o musiche coperte da diritto d'autore. Le difficoltà create da burocrati possono essere esiziali o umoristiche. È curioso, ad esempio, che negli Stati Uniti il governo federale blocchi l'accesso via Internet a giornali, riviste o blog che abbiano pubblicato documenti riservati (classified). Che rendere di pubblico dominio notizie riservate sia una trasgressione è irrilevante rispetto al fatto che chiunque ne può venire a conoscenza per altre vie.
Tim Berners Lee in una recente intervista alla rivista Scientific American, ha criticato i social network (fra cui Facebook e Linkedin) perché contraddicono i principi di base del WorldWide Web. Infatti creano barriere che spezzettano la rete in quanto impediscono di scaricare e disseminare l'informazione contenuta al loro interno. Berners Lee ha detto: "La rete deve rimanere universale. Chiunque deve poter pubblicare online quello che vuole senza bisogno di permessi di autorità od organizzazioni centrali. La tecnologia deve restare gratuita senza diritti d'autore. Chiunque deve poter creare dai semplici blog a grandi siti Web. L'unica legislazione utile sarebbe quella mirata ad assicurare la neutralità del Web per evitare che si creino situazioni di favoritismo verso certe aziende o certi tipi di utenti."
L'avvenire del Web sarà ancora più positivo di quanto sia avvenuto finora – con occasioni prima inimmaginabili di facile accesso a dati, informazione e conoscenza, purchè  la rete continui a essere libera e aperta e offra ai nostri successori la possibilità di creare cose che noi non riusciamo nemmeno a immaginare. ( Fonte: www.caffe.ch)

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