Pubblicato da oleg

Navigando in internet mi sono imbattuto in una notizia “MPS cambia i vertici di Antonveneta”, visto che sono legato da vecchio e profondo affetto per l’ex Popolare Veneta, mi sono soffermato a leggere l’intero articolo.

Diventerà presidente Ernesto Rabizzi (uno dei due attuali vice presidenti di Banca MPS) e sarà coadiuvato da due vice-presidenti, Enrico Marchi e Francesco Caltagirone jr.

Ohhh, Francesco Caltagirone jr, beh dubbi non possono esserci, visto che il padre, per non rischiare di incorrere in possibili equivoci, ha voluto dargli il suo stesso nome, stiamo cioè parlando del figlio di Francesco (Francolino) Caltagirone il padrone del Messaggero, del Mattino di Napoli, del Corriere Adriatico di Ancona e (ahimè) anche del Gazzettino di Venezia. Ma non dimentichiamo Cementir, la Caltagirone Spa e la Vianini, sì insomma stiamo parlando dell’undicesimo uomo più ricco d’Italia che deve la sua fortuna al settore costruzioni (una volta, ma tanti anni fa, si diceva palazzinaro).

Eh … non dobbiamo dimenticare che è anche la persona fisica che ha il maggior pacchetto azionario della Banca senese e ne è anche vice-presidente, quindi è ovvio che abbia voluto trovare un posto adeguato per Francesco jr.

Ma sì dai, adesso che mi viene in mente, Francesco jr è il fratello di Azzurra la moglie di Casini. Però che strano questa cosa di dare al figlio il proprio nome ed aggiungere junior, per me il padre lo ha fatto pensando che, con il passare degli anni, si sarebbe sentito formulare un’infinità di volte la solita domanda: “ … ma tu sei figlio di …” così ha tolto ogni dubbio e nessuno glielo chiede.

Bene dai, andiamo avanti, passiamo ai consiglieri di amministrazione, sono nove, non stiamo qua però ad elencarli tutti, prendiamo solo il primo.

Aldo Berlinguer ( nella foto).

Dunque … mi dice qualcosa questo nome … Berlinguer, Berlinguer, Berlinguer … ma sì dai è il figlio di Luigi quello del PD, il Ministro dell’Istruzione nel Governo Prodi. Sì, Luigi Berlinguer, il cugino del povero Enrico e di Giovanni.

Adesso mi viene anche in mente che un paio di anni fa, Luigi Berlinguer, a 77 anni suonati, me lo sono ritrovato ancora capolista per l’area Nordest alle elezioni europee, dopotutto, anche se hai già acquisito il diritto di goderti una “meritata pensione”, perché rifiutare di papparsi quei 15/20 mila euro al mese che si mettono in tasca gli eurodeputati?

E poi era il rappresentante perfetto di quelle partite Iva del Nordest, quelli che ogni mattina alle sei alzano la saracinesca del capannone, tirano fuori il Fiorino e via! In giro da clienti a cercar di recuperar crediti, visto che il giorno prima aveva telefonato il direttore della banca dicendo che erano tornate insolute le ricevute e se non vedeva un versamento entro l’una avrebbe mandato al notaio gli assegni che teneva in sospeso.

Ebbene Luigi Berlinguer incarna perfettamente questa tipologia di persone, ne è quasi un paladino ed un partito come il PD, da sempre vicino ai lavoratori, ha fatto bene a candidarlo nell’area Nordest, a Bruxelles si sarebbe senz’altro fatto promotore delle istanze degli artigiani, piccoli imprenditori e commercianti, insomma del tessuto economico di cui è impregnato il Nordest.

Ah bene, suo figlio entra allora nel consiglio di amministrazione di Antonveneta, … eh beh …, dai se lo merita, con tutti i titoli che si è guadagnato in questi anni.

E’ giovane, ma non inesperto, ha già seduto in un consiglio di amministrazione, quello dell’Aeroporto di Siena. Per la verità non era andata a finire molto bene. Era dovuta intervenire la magistratura iscrivendo nel registro degli indagati proprio Giuseppe Mussari, Presidente di Banca MPS e dell’ABI. Per il banchiere senese l’accusa era di concorso morale in falso e turbativa d’asta.

Erano in corso anche accertamenti sul CdA del piccolo scalo toscano, per una vicenda legata ad un aumento dei compensi, ma non so come sia andata a finire.

Comunque lasciamo perdere questo insignificante precedente, Aldo Berlinguer ha tutti i numeri per sedere nel CdA di una prestigiosa Banca come Antonveneta, a cominciare da una brillante laurea in Giurisprudenza conseguita all’Università di Siena con il massimo dei voti e “invito a pubblicare”.

Dunque chi era in quegli anni il Rettore dell’Università di Siena? Il papà Luigi … beh … che c’entra … non penserete mica che … mamma mia quanto siete maligni…

E poi è ora di finirla di fare della dietrologia sul nostro Paese, si dice spesso che noi dovremmo imparare dagli americani, là ci sono ragazzi, poco più che trentenni, già professori universitari, mentre da noi a cinquant’anni sono ancora precari. Ma qua in Italia, chi è ancora precario a cinquant’anni?!? Uno che non vale. Se invece uno è bravo gli vengono subito riconosciuti i meriti. Aldo Berlinguer, per esempio, a ventinove anni era già Professore associato di diritto privato comparato all’Università di Cagliari (Sardegna). Non aveva ancora concluso il dottorato che già aveva una cattedra, ehi noi non abbiamo mica nulla da imparare dagli Stati Uniti.

E poi tutti quegli incarichi ricoperti quasi in tenera età. A 24 anni già coordinatore Corsi di Formazione presso la CCIAA di Cagliari e Siena, e poi sempre a 24 anni Presidente della Commissione per le procedure di conciliazione presso la CCIAA di Siena, ed ancora a 24 anni (ma quante cose faceva!!!) Condirettore e Responsabile della redazione di Bruxelles (di Bruxelles?!?) di Contratto e Impresa Europa. Ed a 25 quegli attestati ricevuti dalle prestigiose Università di Kaunas (Lituania) e Kiev (Ucraina)

Insomma tutto possiamo dire, ma non che il rampollo di casa Berlinguer sia stato con le mani in mano. Forse non è partito dalla gavetta, ma adesso non sottilizziamo troppo.

Ecco se c’è da dire una cosa che accomuna la “dinastia” Berlinguer, è che tutti eccellono in incarichi pubblici. Privato, rischio in proprio, niente. Hanno rivestito ruoli importanti in campo universitario, inseriti in Enti e carrozzoni vari sia italiani che europei (lì non si fa distinzione), ovviamente non parliamo dell’ambito politico nel quale hanno raggiunto le vette più elevate, e poi …

E poi come dimenticare il servizio pubblico televisivo, con la “cugina” di Aldo (figlia del cugino del padre), Bianca Berlinguer brillante Direttrice del TG3. Sempre inappuntabile, mai di parte, un’etica che ha perennemente contraddistinto la sua carriera professionale.

L’unica volta che si arrabbiò di brutto fu quando lo “zio” (il cugino del padre), Francesco Cossiga confessò di aver fatto pressione sulla terza rete Rai per agevolare ed accelerare la carriera della “nipote”. Lì si imbestialì davvero, ma non intraprese azioni legali, i panni sporchi si lavano in famiglia, si diceva una volta.

A proposito di Bianca, mi aiutate a scoprire che fine ha fatto il marito Luigi Manconi. Allora, prima era il Segretario (o forse loro preferivano dire portavoce) dei Verdi (non molto rimpianto a dire la verità, vista la fine che fece fare al partito), poi, convertitosi sulla via di Damasco, è passato al Partito Democratico. L’ho lasciato sottosegretario nell’ultimo governo Prodi, poi … sparito. Non si è più visto, proprio in concomitanza con l’ascesa della moglie ai vertici del TG3 lui si è, diligentemente, eclissato. Vabbè non facciamocene un cruccio, per portare a casa uno stipendio non avrà certo problemi.

Ma torniamo al nostro nuovo consigliere di amministrazione di Banca Antonveneta, Aldo Berlinguer, allo scoccare dei quarant’anni viene investito così di responsabilità in un ambito per lui nuovo, non penso abbia conoscenza specifiche nel settore bancario, ma certamente sarà all’altezza del compito che lo attende.

Da più parti si sente invocare in Italia la necessità di un cambiamento, l’opposizione in particolare chiede a gran voce un segnale di discontinuità, un radicale mutamento generazionale nella classe dirigente del nostro Paese, constatiamo che il nuovo che avanza, a sinistra, è figlio del vecchio.

( Fonte: www.borsaforextradingfinanza.net)

Autore: Giancarlo Marcotti

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