Il Movimento 5: Grillo cerca di rimettere ordine

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1370023813.jpgLa sconfitta nelle recenti elezioni amministrative ha colto impreparati i membri del Movimento 5 Stelle, i quali, dopo la consacrazione a primo partito del Paese nelle legislative dello scorso febbraio, certo non si aspettavano di finire sotto ai tanto odiati Pd e Pd e di rimanere fuori da tutti i ballottaggi. Una debacle che ha provocato un vero e proprio tumulto interno allo schieramento capeggiato da Beppe Grillo, il quale, visti i dubbi dei suoi stessi sostenitori riguardo alla politica oltranzista adottata dal M5S in questi primi tre mesi in Parlamento, si è visto costretto a riprendere in mano personalmente le redini del movimento. E lo ha fatto a modo suo: strigliando a dovere i suoi e senza risparmiare critiche a nessuno. Oggetto dello sfogo di Grillo è stato anche l’ex candidato alla presidenza della Repubblica del M5S, Stefano Rodotà, colpevole di aver rilasciato un’intervista al Corriere della Sera nella quale chiedeva a Grillo di assumersi le sue responsabilità per il flop delle amministrative. “Un ottuagenario miracolato dalla Rete, sbrinato di fresco dal mausoleo dove era stato confinato dai suoi a cui auguriamo di rifondare la sinistra”, lo avevo definito il comico genovese in un suo post dal titolo ‘Ccà nisciuno è fesso’. Parole che secondo alcuni grillini, e lo stesso autore, non sarebbero però in alcun modo offensive. Ad ogni modo, il diretto interessato ha preferito non commentare. A strigliare, invece, i parlamentari del movimento ci ha pensato il nuovo capogruppo alla Camera degli stellati, Riccardo Nuti, che sostituisce Roberta Lombardi, in base alla rotazione delle cariche anticipata dal MoVimento nel suo programma. “Nel Movimento ognuno può esprimere liberamente la sua opinione. Ma non può andare contro lo Statuto, la Carta di Firenze e il codice di comportamento”, ha dichiarato Nuti, in un’intervista al quotidiano di via Solferino, parlando proprio di possibili dissidenti, che lui definisce però “disinformati” in quanto “non sanno le regole”. “Uno all’inizio ci parla. Una, due, tre volte. Noi in questo siamo quasi masochisti, parliamo, parliamo. Poi, se non lo capisci, figlio mio, amen. Ci siamo visti. Restiamo amici”, spiega il neo capogruppo, che poi rispondendo a una domanda riguardo a possibili espulsioni afferma infine: “Democrazia non è anarchia”. Il Movimento 5 Stelle sembra dunque ancora alla ricerca di quell’unità d’intenti e di prospettive che aveva alla vigilia delle lezioni legislative di tre mesi fa e che gli ha permesso di raggiungere un successo così ampio, che in pochi forse si aspettavano. Unità che Grillo sta già provando a riportare tra le fila del M5S attraverso l’attacco diretto ai grandi partiti e in particolare al Partito democratico, che solo alcuni giorni fa ha presentato in Parlamento un disegno di legge per impedire a tutti i soggetti politici non registrati di candidarsi a qualsiasi livello alle elezioni, compreso lo stesso Movimento 5 Stelle. “Non posso assistere impassibile alla costruzione di un polo di sinistra che ha come obiettivo la divisione del M5S. Il M5S non è nato per diventare il Soccorso Rosso di Vendola e Civati, di Delrio o di Crocetta. È una forza popolare che è del tutto indifferente alle sirene della sinistra e della destra”, scrive il comico genovese sul suo blog, rispondendo, dunque, anche chi si chiedeva se il leader degli stellati avrebbe dato indicazione ai suoi sostenitori in vista dei ballottaggi di metà giugno.
Fonte: www.rinascita.eu

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