Il Lodigiano inondato dal latte straniero

Made in Italy, l'assedio del latte straniero: in Lombardia il record dell'import.
E' in Lombardia la "quinta colonna" del latte e dei formaggi stranieri in Italia. I primi 5 importatori a livello nazionale operano infatti fra le province di Lodi, Bergamo, Milano e Cremona con 22 milioni di quintali, su un totale regionale di quasi 32 milioni che rappresenta più del 36 per cento a livello nazionale dove si raggiunge quota 88 milioni di quintali.

 

Sono i dati diffusi dalla Coldiretti mentre al Brennero e alle frontiere sono scattati i controlli sui carichi di materie prime alimentari straniere che arrivano nel nostro Paese e mentre le "sentinelle del Made in Italy" sono in azione per organizzare i "comitati di accoglienza" alle spedizioni destinate agli stabilimenti lombardi.

L'import dall'estero in Lombardia è gestito da 370 realtà fra aziende di logistica e trasporto e industrie di trasformazione (con caseifici più o meno importanti). Il nocciolo duro si trova proprio nel Lodigiano: fra Casaletto, Ospedaletto e Tavazzano.

 

" E' un mare di prodotto straniero utilizzato per formaggi, yogurt, latte a lunga conservazione, semilavorati che poi finiscono sulle nostre tavole, magari con una presentazione e un nome italiani come è successo per alcune marche delle famigerate mozzarelle blu" afferma Nino Andena, Presidente della Coldiretti Lombardia, affiancato dai due vice presidenti regionali della Coldiretti e da tutti i presidenti delle Federazioni provinciali.

 

I signori del latte straniero importano nella nostra regione soprattutto dalla Germania, "patria delle mozzarelle blu" (12 milioni di quintali), dalla Francia (7 milioni di quintali) dal Belgio (3,4 milioni), dall'Austria (1,4 milioni)dall'Olanda (1,4 milioni), ma anche dalla Spagna, dal Portogallo e persino dall'Islanda (mille quintali). E poi c'è il "gruppo di mischia" dei Paesi dell'Est che pesano per quasi 4 milioni e mezzo di quintali nelle importazioni di latte equivalente, principalmente dalla Polonia, Lituania, Ungheria, Slovacchia, Slovenia.

 

Non manca neppure la Svizzera che esporta in Lombardia oltre mezzo milione di quintali di prodotti lattiero caseari.

I produttori lombardi sono assediati da un esercito di 28 Stati che vendono di tutto di più: dal latte al burro, dalle cagliate al latte in polvere, dagli jogurt ai formaggi freschi e semi stagionati.

 

" Non si può certo continuare con questo andazzo che rappresenta una ferita alla nostra economia, alle nostre aziende e ai consumatori. Basta guardare in che modo questi prodotti vengono commercializzati, senza alcuna indicazione di origine delle materie prime utilizzate - commenta il Presidente di Coldiretti Lombardia - e poi non sorprendiamoci se accadono casi come quello delle mozzarelle blu dove parte dei marchi richiamava paesaggi bucolici di montagna italiani invece che i fusti di metallo dell'azienda tedesca che le ha prodotte".

 

" Per questo - conclude Andena - ci stiamo battendo e lo facciamo ancora oggi per garantire che i veri prodotti italiani, non solo il latte, ma anche la carne, i salumi e la frutta e la verdura siano sempre riconoscibili da parte dei consumatori, che poi saranno liberi di scegliere. Noi non abbiamo paura della verità. Qualcun altro può dire la stessa cosa?". ( Fonte: viniesapori.net)

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