Il giornalismo di domani, sotto il segno del web

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/cultura/web_200_200.jpgIl web non è solo un mezzo e non è soltanto virtuale. È, infatti, anche un modo di concepire il mondo come un insieme reticolare, tanti link, ognuno dei quali rappresenta un’esperienza, e che si intersecano, sovrappongono dialogano. Accade, allora, che il web può diventare un fatto sperimentabile, prendere vita per davvero, nelle strade e nelle piazze.

È quello che accade con il Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia: un laboratorio sul tema dell’informazione digitale, durante il quale la città si trasforma davvero in un luogo creativo in cui scambiare, comprendere, sperimentare modi di fare giornalismo sempre nuovi. Alla quinta edizione, la kermesse si svolge nel capoluogo umbro dal 13 al 17 Aprile e si caratterizza per essere un vero e proprio grande contenitore di eventi, tutti legati insieme, l’uno all’latro, dal filo rosso dell’informazione d’avanguardia. Quale è, come si fa, come cambia e si evolve?

 

Per rispondere alle domande sono previsti 140 appuntamenti tra keynote speech, panel, interviste, serate teatrali, con Aldo Cazzullo e Luca Telese, mostre tematiche, symposium e prime visioni. I giornalisti e gli esperti invitati sono più di 300, ciascuno portatore di una vera esperienza professionale o promotore di cambiamento nel mondo dell’informazione. È il caso, per esempio, della collaborazione, inaugurata quest’anno, con AgoraVox, prima piattaforma europea di giornalismo partecipato, nata nel 2005, in Francia, e diventata, oggi, il secondo media più citato in Internet, dopo Le Figaro.

 

Wikileaks, però, quest’anno ha lasciato il segno e ha determinato l’agenda, cambiando, nel bene o nel male, ma in modo definitivo, il giornalismo. Ecco perché, oltre al symposium dedicato alla piattaforma di Assange, la declinazione web è l’argomento chiave. Se ne discute con ONA, l’associazione mondiale dei giornalisti che si occupano di informazione on line, con il Personal Democracy Forum, con Radio Radicale. Il tema dell’innovazione professionale, insomma, è un po’ il filo conduttore del Festival che si intreccia con approfondimenti specifici, come quello sul giornalismo di guerra proposto dalla mostra Collateral Damage o 1960, dedicata all’Italia ai tempi della Dolce Vita.

 

È possibile seguire il Festival, sponsorizzato, anche quest’anno, da Unicredit, Enel, Sky, Vodafone e Nestlè, attraverso i social network. In particolare l’hashtag per seguire le dirette Twitter è #ijf11, mentre la web tv e la radio web daranno la cronaca in tempo reale di tutto l’evento. Insomma, il Festival, quest’anno, è davvero il luogo in cui si incontrano le migliori espressioni del giornalismo nazionale e internazionale, tra cui spicca la Columbia Journalism Review di New York, la più prestigiosa rivista americana specializzata, promotrice di 4 panel tematici.

 

A completare l’esperienza perugina, poi, c’è la comunità planetaria di volontari, studenti di tutto il mondo che si sono organizzati sui social network per contribuire all’iniziativa e a farla funzionare.

 

Ecco, FIJ lascia il segno. E ci fa capire che per fare bene informazione in fondo la regola è una. Non accontentarsi mai, avere sempre fame di cose nuove e curiosità (anche digitale). ( Fonte: www.ilfuturista.it)

Autore: Federica Colonna

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