" Il futuro della destra? Prima distruggiamo “questa” " di Filippo Rossi

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/politica4/silviocorea_200_200.jpgMi accorgo oggi che su un giornale che non compro, che non leggo, che non sfoglio nemmeno, c’è stato un “animato” e “dotto” dibattito sul “futuro della destra”. Non vi sto qui a tediare con la sintesi di quel che è stato detto e argomentato. Solo una citazione vale la pena riprendere, giusto per capire di cosa si tratta.

È di una firma di punta del “foglio” in questione: «L’incontro con Silvio Berlusconi è quanto di più positivo sia accaduto alla destra in questi anni…». E se le cose stanno così è decisamente meglio parlar d’altro, leggere altro, pensare altro.

 

Non è supponenza né ritrosia: è solo la convinzione che questo genere di dibattiti tendono a volare alto, nell’empireo dei valori, solo per il desiderio (inconscio?) di nascondere la realtà. E allora, ecco ripetuta la favoletta di un Berlusconi “re taumaturgo” nei confronti di una destra italiana appestata dalla lebbra della storia. Si parla di destra sublime, liberale, assoluta, cattolica, spirituale per non parlare di quel che la destra è gradualmente diventata in questo ventennio di supremazia berlusconiana. Si parla dell’assoluto per evitare il concreto.

 

E il concreto è davanti agli occhi di tutti: incontrovertibile, inconfutabile. La destra, questa destra, è diventata sinonimo d’immoralità, di menefreghismo. Questa destra berlusconiana ha fatto suo il grido di battaglia: “Ognuno si faccia i cazzi propri”. Questa destra ha svenduto il suo patriottismo in nome di qualche accordo di potere. La destra “salvata” dal pifferaio di Arcore è stata portata nel baratro dell’illegalità fatta sistema. Dei poteri occulti e traversi, dei Letta e dei Bisignani. Questa destra ha accettato il conflitto d’interesse come se fosse una cosa normale. Ha sopportato che un mafioso fosse definito un eroe. Ha cercato le scorciatoie. Ha dimenticato il merito e premiato il demerito. Ha abbandonato i valori cavallereschi: la nobiltà d’animo, l`onore, la lealtà, il disprezzo del denaro, la magnanimità, la misura… Dai cavalieri ai “cavalier serventi”. È andata in chiesa senza ascoltare nemmeno una predica. Questa destra ha accettato il triste ruolo di servitrice dei potenti (di un potente). E, oltretutto, si è accontenta delle briciole. Doveva diventare liberale si è riscoperta liberticida.

 

A questo punto, su qualcuno ha davvero a cuore “il futuro della destra” la prima cosa da fare è distruggere questa destra. Fare terra bruciata. Non salvare niente e nessuno. Azzerare tutto quel che è stato. Abbattere corrotti e corruttori. Solo così potrà nascere, dalle ceneri di questa, un’altra destra possibile. Una destra nuova. Non c’è alternativa: distruggere per ricostruire. Tabula rasa del berlusconismo e dei berlusconiani: questa è l’unica speranza. Non credete a chi dice il contrario, a chi vagheggia ancora possibilità di accordi e di dialogo. Lo fa solo perché è coinvolto anche lui. Lo fa solo perché ha già perso, perché guarda al futuro come un incubo. Non come una speranza. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog