Il faro del Colle - di Luigi Cardarelli

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1296221059.jpgPare dunque che la vil sceneggiatura sia ultimata o quasi: per far digerire al popolo il nuovo inciucio, dovrà apparire tanto una scelta insindacabile di sir Napolitano, gestita con “manu militari”, si direbbe motu proprio. Siamo accidenti davvero in buone mani, trattasi del genio che ci regalò il professore Monti, quello che formò il governo in assoluto più bancocentrico, plutocratico ed antipopolare. I demagoghi servili di regime definiscono il presidente come un faro e Lui si sente affaticato assai nel bel mezzo della nebbia.
La gente comune lo giudica si un traghettatore esperto, ma anche alla stregua di Caronte che ci deve trasportare dentro l’Ade! Stavolta chissà in che modo la definiranno questa ennesima porcata, magari visto il tempo del conclave passerà alla storia nel nome della Divina Provvidenza. Si obietterà dalla solita noiosa greppia moderata, che un ministeriale gabinetto è cosa buona, necessaria e saggia.
Ma allora perché Mario Monti dichiara ch’è meglio tornare alle urne piuttosto di dare al paese una premiership dai connotati antieuropeisti? Dalla cabina elettorale non è uscita una maggioranza affatto. Formare un governo a tutti i costi sarebbe forzare o violentare la voluntas del cittadino italiano. Così siamo alla pura idolatria, dove non sono le istituzioni vecchie e marce a servire il paese, ma il pover’uomo della strada costretto bensì ad inginocchiarsi ai poteri forti, corrotti e settari.
La casta ferita e bastonata ma non vinta, non anela ad altro che alla sopravvivenza; quanto alla Chiesa spenta e secolarizzata allo stesso modo non interessa che perpetuar sé stessa. Mentre noi dovremmo tornare alla classica natura greca e di Platone, dovendo sempre scegliere l’idea in antitesi agli idoli. Intendendo per questi ultimi, le medesime istituzioni. Stiamo annegando senza nemmeno urlare all’interno d’un nero lago di tristezza, anzi in un misero bicchier d’acqua. Si esulta alla grande novità rivoluzionaria e civile dei grillini, però sui media addomesticati impazzano le vetuste facce di Dario Fo, Romano Prodi e adesso pure Rodotà.
I soliti aruspici comprati ci svelano che siamo ad un cambiamento netto e radicale ma puzza molto di remake, tant’è vero che torna la Carrà!...
Fonte: www.rinascita.eu

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