Il Culo e lo Stivale- I peggiori anni della nostra vita

http://www.macrolibrarsi.it/data/cop/lightbox/i/il-culo-e-lo-stivale-libro_53662.jpg«Questo libro di Oliviero Beha è uno di quei libri che lasciano il segno. [...] Un grido d'allarme sulla trasformazione degli italiani. Pasolini, all'inizio degli anni Settanta, aveva avvertito i primi sintomi e l'aveva definitiva "mutazione antropologica"... da lì, un impressionante declino».

Dalla Prefazione di Franco Battiato.

 

Un titolo provocatorio, ma neppure troppo. Non si tratta solo di una metafora. Il culo è ovunque, nel linguaggio e nella cronaca.

Perché, quando e come l'Italia è precipitata nel "cul de sac di un presente e di un futuro tanto nebulosi e atterrenti"? Partendo da una domanda tale da far tremare i polsi a più generazioni, l'autore cerca risposte indietro nel tempo, dal secondo dopoguerra in poi.

Il fine è quello di approntare un "manuale di deberlusconizzazione" che riguardi un po' tutti, compresi i sedicenti avversari del Caimano e quella porzione ampia di italiani che gli ha votato contro "comportandosi come lui".

La falla colossale sembra oggi solo economica, ma il buco è culturale e va oltre il presente, nel "paese dei leccaculo". Per uscire da quella che Beha definisce una "pace incivile", c'è bisogno di una nuova responsabilizzazione, per "tornare avanti", e costruire il "partito che non c'è".

http://s2.macrolibrarsi.it/data/autori/big/oliviero-beha_5219.jpg?1298883401Oliviero Beha, giornalista di carta stampata, radio e tv, è nato a Firenze nel 1949, si è laureato in Italia in Lettere (Storia medievale) e in Spagna in Filosofia (Storia d’America).

Inizia a fare il giornalista con Tuttosport e Paese Sera. Dal 1976 al 1985 è a la Repubblica, come inviato, dove si occupa di sport e società, con inchieste in molte parti del mondo. Editorialista e commentatore anche politico per la Rinascita, Il Messaggero e Il Mattino (e successivamente per L’Indipendente), nel 1987 dà inizio alla sua attività televisiva con Andrea Barbato conducendo Va’ pensiero. Nel 1991 progetta e realizza Un terno al lotto, il primo programma televisivo dove domanda e offerta di lavoro potevano incontrarsi.

Nell’aprile 1992 dà vita a Radio Zorro, che poi si fonde con lo storico 3131. Radio Zorro 3131 diventa il caso radiofonico dell’anno: oltre centomila richieste di intervento piovono in redazione da tutta Italia. Dal novembre ’95 al giugno ’96 Beha conduce anche una versione televisiva del suo programma (Video Zorro).

La censura lo tiene lontano dalla Rai governata dal centrosinistra per due anni. Dal settembre 1998 è di nuovo ai microfoni di Radiorai con Radioacolori in onda tutti i giorni, fino a quando – nel giugno 2004 – la tanto seguita trasmissione radiofonica viene improvvisamente soppressa.

La Rai è governata dal centrodestra. Comincia un lungo periodo di esclusione e di mobbing, sia in tv che in radio, favorito da qualunque versante politico con il concorso del mondo dell’informazione cui Beha in trent’anni non ha risparmiato dure critiche.

È anche autore di testi teatrali rappresentati, di numerosi saggi e di raccolte di poesie. Ha vinto nel 2001 il prestigioso premio Guidarello per il giornalismo d’autore per la radiofonia.

In questi anni pubblica il suo primo romanzo, "Sono stato io" (Marco Tropea Editore, tre edizioni), in libreria nel 2004. L’anno dopo esce con i saggi "Crescete & prostituitevi" (Rizzoli Bur) e "Trilogia della censura" (Avagliano Editore). Nel 2006 è la volta di "Diario di uno spaventapasseri" (Marco Tropea Editore e "Indagine sul calcio" (Rizzoli Bur, con Andrea Di Caro). Nel 2007 pubblica con Chiarelettere "Italiopoli". E nel 2008 "Il Paziente italiano" (Avagliano Editore), cui seguono nel 2009 "I nuovi mostri" (Chiarelettere) e il romanzo "Eros Terminal" (Garzanti). È editorialista de il Fatto Quotidiano fin dalla sua fondazione (2009) e dal gennaio 2010 conduce su Rai Tre la trasmissione Brontolo.

Il Culo e lo Stivale - Libro
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