Il boom delle case solari

Tra i tanti studi che vengono commissionati al mondo, alcuni veramente ridicoli, ce ne sono tanti invece di indubbia utilità, ricerche che ci aiutano a capire maggiormente problemi, trend o molte altre cose.

Quello effettuato dalla National Renewable Energy Laboratory (NREL) è probabilmente lo studio più esaustivo e dettagliato realizzato fino ad oggi sull’edilizia ecosostenibile.

Cosa dice questo studio? Riassumendo brevissimamente, le case solari si vendono il 20% più velocemente rispetto a quelle tradizionali e il 17% in più rispetto alle loro equivalenti senza impianti ecologici.

A noi potrebbe interessare poco, dato che non siamo addetti ai lavori e lo studio è stato effettuato sul suolo americano, ma è interessante vedere il quadro generale.

Quando Shea Homes (una specie di Finedil a stelle e strisce) ha iniziato a installare pannelli fotovoltaici e impianti solari termici su metà delle case in sviluppo, sono andate vendute tutte e 257 entro un anno, due anni più velocemente del previsto. E mentre queste nuove case eran prezzate tra i 380.000$ e i 500.000$, le solari le hanno vendute anche a 600.000$.

Ovviamente tutto questo è stato ben prima del crollo del settore immobiliare, quindi rispecchia il mercato ondeggiante di quel tempo, ovvero il 2003. Eppure, rispetto alle case tradizionali, le case che avevano impianti fotovoltaici hanno venduto di più, nonostante ci fosse stato un aumento medio dei prezzi del 55%, contro il solo 33% di quelle normali. E venivano vendute in media in 23 mesi, contro i 28 delle gemelle più economiche, il 17% del tempo in meno.

Un’altra cosa che è stata notata, è che se una casa era già così “solarmente” predisposta, gli acquirenti erano più propensi a sceglierla, mentre se ci fosse stato da decidere qualcos’altro al momento dell’acquisto, la trattativa saltava. Ecco quindi perché le case venivano già costruite con un tetto solare: era più probabile venderle nonostante il prezzo decisamente maggiore. Senza contare che anche per i costruttori stessi edificare direttamente con impianti solari era più vantaggioso economicamente, che montarli in un secondo momento.

Voi penserete allora che i vantaggi per l’utente fossero considerevoli sul risparmio energetico, dopo aver speso molto di più per una casa solare? Beh, insomma, ma tutti si sono dimostrati soddisfatti.

Gli impianti montati su queste case sono da 2.4 kW, che producono un risparmio medio in bolletta del 54% rispetto alle case non solari (considerando la potenza necessaria a quelle case in circa 6 kW), quindi il sole non sopperisce totalmente al fabbisogno energetico, ma nessuno si è lamentato di questo fatto, anzi.

Concludo col suggerimento dato dalla NREL stessa in conclusione della sua ricerca:

“Un paradigma alternativo concettualmente nuovo per la costruzione e la commercializzazione delle nuove Zero Energy Homes. Quando si utilizza questo paradigma, costruttori, acquirenti di case nuove, e società di servizi trarranno vantaggio. Quando viene correttamente applicato alla pratica commerciale e all’ordine pubblico, questo nuovo paradigma potrà aiutare i costruttori a creare le comunità sostenibili così necessarie per il nostro benessere e quello delle generazioni future.” ( Fonte: http://smartercity.liquida.it)

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