Ieri gli imperi coloniali, oggi l’eurozona - di Raffaele Panico

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1368810920.jpgL’unità del pensiero italiano non è ancora ammessa nell’attuale Repubblica nata dalle ceneri del Regno d’Italia e d’Albania, dell’impero fatale tornato sui Colli di Roma, con estensione in Libia (il suo deserto è citato anche da Dante, “libico”, non cirenaico, non tripolino, e non il Fezzan, province da Roma unificate) e in Africa Orientale (occorre memoria, i nati dagli anni Ottanta non ne sanno nulla o quasi nulla). Estensione imperiale tanto degna, quanto allora non c’era né Maastricht né tanto meno l’Euro, così si faceva allora, e facevan tutti, e dunque anche noi italiani, per sederci alla pari nel consesso delle civilissime nazioni imperiali, di Francia e Gran Bretagna. Oggi l’eurozona (sic! che pena), ieri gli imperi coloniali di sfruttamento gli altri, ma quello italiano di popolamento, con le solite bonifiche integrali, vaccinazioni, tutela Inail e Inps città di Fondazione che oggi sono spesso sito Patrimonio dell’Unesco; quando si dice la Cultura volano dello sviluppo.
Il peccato originale contro l’Unità del pensiero italiano? Forse il brutale assassinio di Giovanni Gentile, un grande filosofo, contrario all’alleanza con la Germania nazista, contrario alle leggi razziali, contrario al Patto d’Acciaio e l’allontanamento dall’abbraccio con l’Inghilterra con cui l’Italia aveva un rapporto di durata storica lungo e profondo e, infine, contro l’ingresso in guerra.
Non si uccidono i poeti! Gridò alle esequie molti anni dopo, Alberto Moravia, in occasione della morte di Pasolini; ma non si uccidono neanche i filosofi, direbbero oggi, tutti, gli italiani, con pathos democratico. Tanto democratico per quanti oggi osservino le scuole di ogni grado e gli studi universitari, come queste fucine di giovani son state ridotte dopo le “buone opere” di Giovanni Gentile.
Oltre, ad aver pensato lo Stato etico, Gentile - “pugnalato alla schiena”, vedrebbe oggi – con la contemporaneità filosofica del pensiero umano e le sue vedute - lo stato dell’arte in cui versa la democrazia, finita, secondo un arco temporale a lui ignoto di politica condivisa e, di politically correct, in uso - anzi abuso, in occasione del centenario della guerra di Libia 2011, così per sganciare bombe sulle nostre ex province libiche, e il contrappasso da Divina Commedia avvenuto, secondo gli schemi del trapasso dei partiti, dall’arco costituzionale della democrazia ad una vera e propria cleptocrazia. E le guerre son solo agli inizi, non sono mai umanitarie dato che esplodono bombe fuori dagli ospedali, tagliano la gola a quanti portano medicine, e in quanto non esportano certo la democrazia e anzi esportano genti fin nelle città del Nord, fondate prima che da Romolo, da Caino. E chi è Caino?
Anzitutto, ad ognuno il suo credo! Purché non danneggi il prossimo e affinché si tuteli proprio Caino e le sue città. Sì, Caino e le città moltiplicate e le sue genti laboriose ed educate, con i suoi campi messi a coltura, bonificati, e tutte le sue masserizie. Da chi, difenderlo? Dalle mandrie al pascolo portate dal nomade Abele. L’uno vuole competere tra élites, l’altro vuole essere eguale tra eguali e scende sempre più in basso. Uno tutela il popolo minuto, l’altro lo ignora. Vi è di più. Oggi, il primo, vuole superare i 100 anni correndo, nuotando e volando su velivoli, e fare sesso ancora, insomma morire da vecchio senza vecchiaia e malattie: la terza giovinezza! Il secondo ha tanti figli, e troppe mogli...
Una vecchia storia come si sa. Ma si diceva di unità degli italiani, di pensiero di filosofia e stile di vita, dato che, la religione s’è smarrita, i cattolici sono sparuta esigua minoranza (quanta cura nel non expedit durante il Regno e male gratis dato...); esigua minoranza seppur attiva, come spoglia e orba di tanto spirito, nonostante le folle ora divenute masse acclamano sin da subito l’attuale Papa Francesco e lo seguono, lo amano, lo aspettavano: è un uomo così diretto ed efficace guida per tutti noi. Ma, affinché anche un solo italiano, che abbia sbagliato, non sia accolto come figliol prodigo dallo Stato, dall’attuale Stato, non più di fatto pedagogo formativo ed educativo (...hanno puntato sul gratta e vinci, sulle macchinette in ogni bar e “Sali e Tabacchi” dai governi succedutisi al Berlusconi I – 1994-95) non abbiamo ancora nessuna speranza. Anche Uno solo compie il Tutto, in quanto non si è divisi nella dialettica costruttiva. È l’attuale melassa di materialismo mordi e fuggi che ci annienta. Uno va nei talk show, provoca su ogni cosa, su un’opera pubblica, o si fa beffe di noi dicendo Jus Jus a tutti, tutti. E ce lo dicono solo dopo 40 anni di politica di controllo demografico, per giungere alla famiglia ristretta, per non veder più le piramidi demografiche fatte dal gradone giovani e la piccola punta di anziani, abbiamo voluto con coscienza tutto questo per giungere all’attuale terza giovinezza, e che si fa? La pugnalata alla schiena. Oggi, ci sono uomini che rimangono al potere sin quasi anni ai novant’anni, eh allora, or su, dunque! Condividete con Noi il sentirsi italiano, da Otranto a Ventimiglia, assieme a noi, e solo con noi, condividete la nostra tensione psichica quotidiana, dell’europeo comune: correre, nuotare, e volare, e sognare ed educare 2 figli massimo 3 per il proseguimento del Belpaese! E se così vi piacesse al converso, cioè essere eguali tra eguali come le moltitudini di Abele, dunque liberataci almeno il collo dal cappio delle Vostre tasse: anche Noi siam italiani del “Vogliamo tutto e subito”, perché ora è il tempo del potere a chi lavora e della nota vicenda de “La fantasia al potere” che era solo il preludio alla terza giovinezza cui lavora la modernità della cultura italiana da oltre 150 anni.
Fonte: www.rinascita.eu

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog