Ici e chiesa: sono tutti conservatori

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/attualita4/cardinali_200_200.jpgÈ stato uno degli argomenti che più ha infiammato il web nelle ultime settimane. I più noti social network hanno trainato un messaggio piuttosto chiaro: in un momento di difficoltà tutti devono fare la propria parte. E poi che l’era dei grandi privilegi deve terminare. Tra questi il grande tema dell’esenzione dall’Ici degli immobili di proprietà della chiesa. Non è da sottovalutare che gli italiani, normalmente abituati al silenzio, questa volta ci hanno messo la faccia e i nomi per lanciare un appello davvero trasversale alla classe politica: rivedere delle norme ingiuste nei confronti del resto degli italiani. Anche alla luce dell’appello del cardinale Bagnasco al dovere di contribuire, tutti, al gettito fiscale.

 

Un’osservazione che non ha potuto evitare di infiammare ulteriormente i promotori delle varie iniziative per la correzione di un sistema considerato iniquo.

 

E così anche sabato scorso la classe dirigente ha dimostrato di non saper recepire le istanze popolari. In commissione Bilancio del Senato gli esponenti delle varie forze politiche si sono scoperti tutti conservatori o timorosi di affrontare con decisione uno dei temi più “scottanti”. L’emendamento pensato dai radicali, per far pagare l’Ici a tutte le attività commerciali, anche quelle gestite da enti religiosi, non è passato, con la complicità di tutti. Chi votando contro, chi astenendosi, rinunciando così a entrate stimate su qualche centinaio di milioni di euro. E buttali via in un periodo come questo, con scuole e ospedali che cadono a pezzi e ammortizzatori sociali sempre più necessari per compensare la perdita di posti di lavoro.

 

Tutti, alla fine, sono rimasti delusi. Lo è l’elettorato del Partito democratico apprendendo che al suo interno non pochi sono i teocon, che il Terzo polo ha perso un’occasione di laicità. Che, insomma, tutti sono ancora timorosi di un potere spirituale che non rinuncia a una forte presenza nella politica italiana. Discorso di principio che non interessa a tutti perché ciò che conta, per molti, è il risultato. E la conclusione è sempre la stessa: restano i privilegi fondati su una fede e a pagarli è anche chi quella fede non l’abbraccia. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

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