IAB Forum: a Milano si discute di comunicazione on-line

E' cominciata questa mattina l'8° edizione dello Iab Forum, appuntamento dedicato al futuro della comunicazione in rete che vedrà discutere, per 2 giorni, i maggiori esperti in materia, attraversando i diversi settori, dall'advertising interattivo al mercato dell'on-line fino al wi-fi libero.

 

Al Milano Convention Center di Fieramilanocity, saranno presenti personaggi del calibro di Chris Anderson, direttore della rivista cult Wired Usa, che si confronterà con il sociologo Domenico De Masi e con il presidente di Iab Italia, Roberto Binaghi, sul trend degli investimenti pubblicitari su internet.

Per Wired Italia presenzierà il direttore Riccardo Luna, che parteciperà ad un dibattito sulle prospettive del mercato on-line assieme a Lorenzo Sassoli De Bianchi, presidente di UPA, e Diego Masi, presidente di Assocomunicazione.

 

Oltre a questi autorevoli interventi, sarà interessante seguire i vari work-shop organizzati nel corso di questa 2 giorni, per meglio comprendere alcuni temi fondamentali come il Mobile Marketing, il Search Marketing, il Video Advertising o la Web Tv.

 

Qual è il futuro del business in Internet? Ha ancora senso investire sui social network?

Per trovare una risposta a queste ed altre domande è possibile seguire il convegno in diretta streaming sul sito web Punto Informatico, grazie alla piattaforma Webcast24.

Noi di MilanoWeb abbiamo approfittato per chiedere un parere al nostro editore, l'ing. Angelo Barisone, che ormai da qualche anno sta studiando le problematiche della pubblicità sul web. Uscirà prossimamente una sua intervista, molto ampia, sul tema.

 

Intanto, in redazione, ha puntualizzato: "E' molto diffuso un approccio pubblicitario, sulle testate "virtuali", basato sulle pregresse esperienze su carta o in tv, senza tenere conto nè della spiccata proattività dell'utente, che sceglie il sito e non "subisce" nè l'articolo nè il canale, nè del livello socio-culturale del navigatore, che spesso è più qualificato rispetto a quello dei mezzi tradizionali".

E poi ci ha anticipato della sua teoria su Google, un motore che ha "profondi conflitti d'interesse" con il mondo dell'advertising e una "scarsissima trasparenza" (per non dire peggio...) nella valorizzazione (attraverso l'indicizzazione) dei contenuti "buoni" e "sani", in una visione del proprio business non strategica e troppo poco lungimirante... ( Fonte: www.milanoweb.com)

 

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