I vescovi americani danno il via alla crociata anti Obama

http://ts1.mm.bing.net/images/thumbnail.aspx?q=1617330713076&id=7a89cc918c971db25bd67d0725cafcd8E' arrivata la domenica della rabbia cattolica. Diretta alla politica. Leggendola così uno potrebbe pensare che i vescovi cattolici siano furiosi perché come candidato cattolico alla Casa Bianca emerge un signore che invitò sua moglie a una relazione aperta alla sua amante, o che cerca voti, oggi, dicendo che i bambini poveri lui li manderebbe a fare le pulizie. Si chiama Gingrich e corre per i repubblicani. E invece no, sono infuriati con il presidente democratico Obama.
Varando la riforma sanitaria che estende un po' l'assistenza anche chi non ha risorse, il presidente Obama, rispettando la sentenza della Corte Costituzionale, ha previsto copertura anche per attività contraccettive e di sterilizzazione."l nostro obiettivo deve essere ridurre gli aborti sconsigliando e assistendo le donne, ma non impedirglielo". Questa linea, che era andata bene all'inizio, ora non basta più né al Vaticano né alla Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, che rivendicano il diritto all'obiezione di coscienza.
"Potete rinviare una scelta, non impedirla", hanno risposto dalla Casa Bianca. E così oggi in tutte le Chiese degli States si leggono lettere, appelli, denunce. A partire da quella predisposta dal vescovo di PIttsburgh, Zubik, che scrive, "vogliano mandare all'inferno la nostra fede, i nostri valori." Così il suo collega Jenky, di Peoria, invoca l'aiuto dell'arcangelo Gabriele perché l'America non cancelli la libertà religiosa. "Aiutaci tu a sconfiggere i demoni che vogliono danneggiare le nostre anime", ha scritto. Sintetizzano i vescovi del Texas, "qui si intende abrogare la libertà religiosa". ( Fonte: www.ilmondodiannibale.mondialist.it)

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