I senzatetto, l’Ue e l’housing first - di Tania Careddu

http://www.altrenotizie.org/images/stories/2014-1/senzatettofoto.jpgSe è vero, come diceva George Augustus Moore, che “un uomo percorre il mondo intero in cerca di ciò che gli serve e torna a casa per trovarlo”, i senzatetto saranno sempre carenti. E sempre più numerosi. Sebbene i dati siano fermi al 2011 (in attesa di essere aggiornati dalla ricerca che l’Istat sta concludendo in stretta collaborazione con la Federazione italiana degli organismi per le Persone senza Fissa Dimora - Fio.PSD -), dalla rilevazione campionaria risulta che i senzatetto sono lo 0,2 per cento della popolazione totale dei centocinquantotto comuni coinvolti nell’indagine. Il fenomeno è in aumento.

L’incidenza è maggiore nei comuni del Nord Ovest, sono per lo più uomini, più giovani, tra i 18 e i 35 anni, nel caso degli stranieri, più adulti, tra i 45 e i 54 anni, nel caso degli italiani. Diventare senza fissa dimora non è una scelta: sebbene il fenomeno abbia una natura multidimensionale, la causa principale è la perdita del lavoro. A seguire, la separazione dal coniuge e la crescente carenza di strutture abitative popolari.

Emergenza, quest’ultima, verso la quale la Risoluzione del Parlamento europeo su una strategia dell’UE per i senzatetto, votata il 16 gennaio scorso con 349 voti a favore, 45 contrari e 13 astenuti, esorta gli Stati membri a sviluppare alloggi sociali e a prezzi accessibili per le persone più vulnerabili e a ridurre il numero degli sfratti. Non solo: invita la Commissione a elaborare una strategia, appunto, che dovrebbe sostenere gli Stati nell’assumere tale responsabilità nel modo più efficace possibile; a istituire un gruppo di esperti per elaborare il piano, per arrivare al quale è necessario che si raccolgano dati esaustivi e comparabili sul fenomeno, senza condannare le persone considerato che la condizione di senza fissa dimora non costituisce un reato.

Un plauso a questo impianto normativo viene dalla Fio.PSD perché, si legge in una nota, “si tratta di un risultato davvero importante frutto del notevole lavoro svolto tra FEANTSA e l’onorevole Niccolò Rinaldi; riportare e ripensare, al centro del dibattito politico, le strategie inclusive per la comunità dei senza dimora è necessario, considerando l’allargamento di questa platea”.

E continua: “Oltre l’onorevole Rinaldi, che dimostra costante determinazione e competenza nell’affrontare i temi che riguardano il contrasto alla povertà, ringraziamo le onorevoli Patrizia Toia e Silvia Costa per i loro interventi. Concordiamo con Rinaldi che è opportuno reinvestire su una mappatura la più possibile condivisa da tutti gli Stati membri per la lettura del fenomeno, agevolare la disponibilità dei fondi europei dedicati, diffondere e condividere le buone pratiche e mantenere alta l’attenzione politica sull’armonizzazione delle azioni di welfare che si presentano ancora troppo diversificate negli Stati membri”.

Il presidente della Fio.PSD, Stefano Galliani, “auspica che l’impegno del Commissario Laszlo Andor e della Commissione europea sull’implementazione dell’’Housing First Italiano faccia da guida a tutti gli interventi, anche nel nostro Paese, a favore delle persone senza fissa dimora. In questi giorni la Fio.PSD ha creato la prima piattaforma di Housing First Italiano dove sono presenti tutte le esperienze pilota in Italia. Pertanto, tra qualche tempo, avremo a disposizione una piattaforma scientifica che ci aiuterà a modellare nuove politiche abitative”.

Nato nel 1992 a New York per opera dello psichiatra, Sam Tsemberis, l’Housing First è un modello di accoglienza per le persone senza fissa dimora combinato a un supporto che unisce dimensione psicologica e sociale e permette a una percentuale molto alta di persone di uscire dalla propria condizione di disagio, garantendo, a lungo termine, costi minori per le istituzioni. Ora anche in Italia.

Fonte: www.altrenotizie.org

 

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