" I nazisti della porta accanto" di Sebastian Beck

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In Meclemburgo-Pomerania l'Npd e altri movimenti di estrema destra controllano interi villaggi. I pochi cittadini che osano denunciarli apertamente si ritrovano in un pericoloso isolamento.

Sebastian Beck

 

Per una volta i Lohmeyer hanno trascorso una buona settimana. Domenica un commando delle forze speciali della polizia ha caricato in macchina il loro peggiore vicino di casa. Da martedì all’entrata del paese il cartello di lamiera che riportava la scritta “Jamel, comunità libera, sociale, nazionale” – segnalando chiaramente chi comandasse da queste parti – è scomparso. Anche il cippo che indicava la strada verso Braunau, dove nacque Adolf Hitler, è stato finalmente rimosso su disposizione delle autorità.

 

Il paese di Jamel assomiglia a qualsiasi altro di questa regione, e non sembra la roccaforte nazista che tuttavia continua a essere. Quest’anno per capodanno i Lohmeyer sono stati invitati a Berlino dal presidente tedesco Christian Wulff, e hanno ricevuto decine di lettere di appoggio da ogni zona della Germania e dall’estero. Il musicista e sua moglie, scrittrice, ormai sono assurti a cittadini modello. In realtà desiderano solo quella tranquillità che cercavano quando lasciarono Amburgo sei anni fa per questo piccolo borgo nascosto tra Wismar e Grevesmühlen [Meclemburgo-Pomerania], al di là dei confini della democrazia.

 

I poliziotti hanno interrogato di nuovo Sven Krüger, un militante dell'Npd (Partito Nazionaldemocratico Tedesco) già condannato ben dodici volte. Krüger ha 36 anni e attorno a Jamel si è costruito un piccolo impero tedesco. "Siamo i Jungs fürs Grobe ('Quelli del lavoro sporco')" si legge all’ingresso dell’azienda di demolizioni che dirige nel paese limitrofo di Grevesmühlen.

 

Krüger è considerato un uomo particolarmente violento, dal quale è meglio tenersi alla larga. Al momento è sotto custodia preventiva, con l’accusa di ricettazione e porto abusivo d’armi. Per capire a quale corrente di pensiero aderisca è sufficiente guardare la sua “Thing-Haus” di Grevesmühlen, dove l’Npd ha fissato il proprio quartier generale. L’edificio è circondato da una palizzata di legno e filo spinato, dietro a cui si erge una torretta di guardia dotata di riflettore. Quando qualcuno si avvicina, si sentono abbaiare dei cani. La sede dell’Npd assomiglia proprio a un campo di concentramento. E non a caso.

 

I Lohmeyer hanno appreso con un misto di timore e di sollievo che Krüger è finito dietro le sbarre, almeno per il momento. È vero, hanno paura di lui e dei suoi amici. “Credono che il paese appartenga a loro”, spiega Birgit Lohmeyer, che ha già trovato nella buca delle lettere dei topi ammazzati a fucilate. Racconta delle esercitazioni di tiro al bersaglio nella foresta con aria disinvolta. Racconta delle bevute dei camerati nazisti sulla piazza del paese, che un po’ la preoccupano. La sera gli uomini intonano canti nazisti attorno ai falò da campo. L’estate scorsa, quando Krüger si è sposato, alla festa nel paese “nazionale liberato” di Jamel sono arrivati centinaia di militanti di estrema destra.

 

Jamel, tuttavia, non è l’unico posto nel quale i neonazisti e l’Npd hanno preso il sopravvento. Anche due paesi vicini sono terrorizzati dai fascisti, ma lì nessuno vuole parlare apertamente del problema. "Secondo la maggior parte degli abitanti che non c’è da stupirsi della situazione: quando ci si sporge troppo da una finestra si finisce col cadere di sotto", osserva Horst Lohmeyer a proposito dell’aria che si respira nella regione.

 

Nel 2007 insieme a sua moglie sono usciti allo scoperto quando un giornale ha deciso di scrivere un articolo su Jamel. Non tutti gli abitanti del paese sono nazisti, hanno detto. Da allora i pochi vicini di casa che non facevano parte della teppa di Krüger hanno interrotto ogni contatto con loro.

I nipoti di Himmler

 

Dieter Maßmann conosce molto bene questa forma di isolamento: è sindaco di Hoppenrade, paesino situato a un centinaio di chilometri a est, e abita in una regione piena di piccoli borghi come quello di Jamel, tutti alle prese con il medesimo problema.

 

Ci racconta una strana storia: le famiglie estremiste appartengono alla Lega degli artamani: è così che si chiama il movimento dei “contadini del suolo e del sangue” costituitosi dopo l’unificazione delle due Germanie. Gli artamani si considerano gli eredi del movimento popolare omonimo degli anni venti, di cui fecero parte Heinrich Himmler, il capo delle SS, e Rudolf Hess, comandante del campo di concentramento di Auschwitz.

 

I neo-artamani fanno credere di essere persone pacifiche. Mettono al mondo molti figli, praticano l’agricoltura biologica, si oppongono agli organismi geneticamente modificati e appoggiano l’Npd, che conta sei rappresentanti all’assemblea regionale. Nel 2009, tuttavia, si è verificato un incidente in una stalla non lontano da Hoppenrade: i bambini delle famiglie degli artamani si sono messi a cantare alcune canzoni naziste che, probabilmente, avevano imparato durante le vacanze.

 

Gli artamani sono persone intelligenti e abili. "Cercano di essere molto presenti a livello pubblico tramite associazioni e fungendo da vigili del fuoco", spiega Massnahm. Due volte l’anno si eleggono i rappresentanti municipali. Ma al di fuori di questo, godono di poco appoggio. Ogni estate i Lohmeyer organizzano un festival musicale, per dimostrare ai nazisti che il paese non appartiene ancora del tutto a loro.

 

Che cosa chiedono di preciso? Che l’Npd sia messo al bando. È l’unico modo di privare i neonazisti della loro base. Anche Dieter Maßmann è dello stesso avviso, ma nessuno di loro vuole fare troppo affidamento su questa speranza: finché Berlino considererà l’estrema destra come un problema dell’ex Germania est, le loro possibilità di riuscita resteranno alquanto modeste. Ad agosto i Lohmeyer organizzeranno ancora una volta il loro festival. Come ha detto Birgit, “qui c’è bisogno di noi”. ( Fonte: Süddeutsche Zeitung Monaco/ wwww.presseurop.eu/ Traduzione di Anna Bissanti)

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