I Lodigiani si sentono presi per il lato B

Le pagine del quotidiano Il Cittadino dedicate alla rubrica «Lettere & Opinioni», oltre ad essere una buona idea editoriale, rappresentano una importante fonte di riflessione, dibattito e segnalazione di temi da approfondire, una piccola miniera di informazione che - la sola critica - il giornale dovrebbe usare come spunto o base per piccole inchieste giornalistiche su problematiche che i lodigiani si trovano ad affrontare ogni giorno.

 

Ad esempio, è ricca di sollecitazioni la lettera pubblicata lunedì, con la dovuta evidenza, di Dario Rovescala di Lodi, che sottolinea un aspetto paradossale del settorialismo con cui talvolta si affrontano le questioni. La lettera non ha bisogno di commenti, anche perché esprime un comune idem sentire su una grossa questione che riguarda la popolazione lodigiana. Scrive Rovescala:

 

«Egregio Direttore, chiedo ospitalità sulle pagine del suo quotidiano per esprimere il mio stupore relativamente a quanto pubblicato sul Cittadino dello scorso 11 novembre in merito al Convegno Asl di Lodi per la presentazione del Progetto "Take care", finalizzato alla prevenzione primaria dei tumori, coordinato dalla Dr.ssa Maria Grazia Silvestri. Ci risiamo! I lodigiani per essere "più sani, più liberi e più belli" devono muoversi di più, mangiare meglio, bere e fumare di meno. Quindi significa che per il Lodigiano ed i suoi abitanti essere in testa alla triste classifica dei tumori a livello nazionale è da attribuirsi all’abuso di bacco, tabacco e magari anche Venere, come già più volte in passato ci aveva detto l’ineffabile Dr. Imbalzano, richiamato puntualmente per l’occasione dall’Asl di Bergamo dove, per fortuna nostra, tuttora opera. Non solo, ma sul discorso dei corretti stili dì vita verranno premiate con delle stelline le scuole più virtuose nell’applicarne i principi.

Certo, nessuno è così stupido da non capire quanto sia importante, fin da ragazzi, mettere in atto corretti stili di vita, ma non si può neppure dimenticare la componente ambientale del problema: due centrali termoelettriche scaricano annualmente sul nostro territorio tonnellate di polveri fini. Tutta la più accreditata letteratura medica di settore a livello mondiale ha dimostrato quanto dannoso sia vivere stabilmente per anni respirando tali polveri, con il rischio di aumentare in percentuale la possibilità di incorrere in tumori, soprattutto polmonari. Solo la Silvestri e Imbalzano lo negano, probabilmente perché è più facile incalzare i cittadini sui loro stili di vita usati come paravento, criticando addirittura la stupenda tradizione dei nostri salami nostrani, piuttosto che rompere le scatole ai responsabili delle centrali che tutelano l’interesse di colossi privati alla faccia della salute dei cittadini e del loro territorio.

Allora mi permetta, caro Direttore, di concludere con una triste battuta non proprio di stile oxfordiano: in questo Progetto si parla di "take care" (letteralmente "prendersi cura"), ma più che altro, di fatto, si prendono per il culo i lodigiani.» ( Fonte e autore: www.sergiofumich.com)

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