I comuni confinanti possono opporsi alla localizzazione di un allevamento suinicolo, ma a certe condizioni

I Comuni possono opporsi alla localizzazione di un allevamento suinicolo situato nel comune confinante, ma solo quando si verifica un danno ambientale e si riesce a dimostrare. Lo ricorda il Tribunale amministrativo regionale dell'Emilia Romagna (Tar) a proposito della realizzazione di un allevamento zootecnico per suini all'ingrasso.

 

Nello specifico l'intervento prevedeva l'asservimento di aree confinanti ricomprese nel territorio del Comune di Villanova sull'Arda e di aree, più distanti, ubicate nel territorio del Comune di Fiorenzuola d'Arda.

Secondo il Comune di Villanova sull'Arda il nuovo insediamento - pur ubicato nel territorio del Comune di Cortemaggiore - e gli spandimenti di liquami derivanti dall'allevamento dei suini sono destinati ad interessare anche il fondo che fa parte del proprio territorio. E ciò ne fa scaturire gravi conseguenze sotto il profilo ambientale, con relativi oneri economici a carico del bilancio dell'ente. Il Comune, dunque, si oppone - in sede giudiziale - al permesso di costruire rilasciato dal comune vicino proprio perché favorirebbe il determinarsi di un significativo impatto ambientale sul territorio comunale limitrofo a quello interessato dall'intervento edilizio, obbligandolo ad affrontare i costi degli interventi necessari a far fronte ad una simile emergenza.

 

Ma il Comune non ha provveduto a dimostrare concretamente le conseguenze nocive per l'ambiente che subirebbe il proprio territorio in ragione dalla localizzazione dell'allevamento suinicolo nel territorio del vicino Comune di Cortemaggiore. Analogamente a quanto succede in caso di localizzazione di una discarica in un comune limitrofo.

 

Secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale e dato che la circostanza della prossimità all'opera da realizzare non è in sé idonea a radicare l'interesse al ricorso, i comuni confinanti hanno sì, titolo ad impugnare gli atti di localizzazione di una discarica di rifiuti, ma nel solo caso in cui siano in grado di fornire "una congrua dimostrazione del danno ambientale che deriverebbe dall'impianto all'ambito territoriale di loro competenza".

 

In generale i Comuni sono riconosciuti come titolari di una situazione rappresentativa degli interessi radicati nel proprio territorio che fanno capo ad una circoscritta e determinata popolazione residente. Il Comune è dunque portatore di un interesse pubblico differenziato e qualificato tale da poter intervenire contro gli atti che potrebbero essere lesivi di tale interesse. Possono dunque agire in tribunale anche se non è detto che il risultato sia a loro favore. ( Fonte: www.greenreport.it)

Autore: Eleonora Santucci

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